Tra pistoleri e streghe: Abel, il nuovo libro di Alessandro Baricco è il più chiacchierato di novembre 2023

 Tra pistoleri e streghe: Abel, il nuovo libro di Alessandro  Baricco è il più chiacchierato di novembre 2023

D’accordo, sì, è solo a metà delle classifiche di vendita e non è in cima come ci si aspetterebbe da un suo romanzo, ma quando arriva in libreria un’opera di Alessandro Baricco, inevitabilmente, se ne finisce per parlare. Soprattutto se l’opera in questione arriva dopo anni di silenzio letterario (l’ultimo romanzo è La sposa giovane, uscito nel 2015 per Feltrinelli) dell’autore torinese, che in questi mesi ha condiviso con i lettori anche le notizie sulla sua malattia. Lo avete capito: stiamo parlando di Abel, uscito lo scorso 7 novembre per Feltrinelli.

Abel di Alessandro Baricco: la trama del libro

Benché si possa pensare il contrario, considerando il genere, la trama di questo romanzo è esile, riassumibile così: Abel Crow è un abile pistolero, che ha imparato l’arte da suo padre. Alla soglia dei trent’anni fa qualcosa che lo trasforma in leggenda. Durante una rapina usa il colpo impossibile: il Mistico, uno sparo simultaneo di due pistole contro due obiettivi. Solo i migliori sono capaci di usare il Mistico e Abel è tra questi. Abel è lo sceriffo di una cittadina nell’Ovest immaginario. Ama ed è amato da Hallelujiah Wood, una donna cresciuta in mezzo ai dakota e che di tanto in tanto sparisce senza che Abel sappia dove va e cosa fa. Hallelujah è un po’ come la madre di Abel che spariva (e poi tornava) senza avvisare, fino al giorno in cui non ha fatto più ritorno portando con sé i cavalli migliori e abbandonando la famiglia.

Un western metafisico: in che senso?

Su indicazione dello stesso autore, Abel è un western metafisico; ma cos’è un western metafisico? Se lo chiede pure Emanuele Trevi sul «Corriere della Sera», che cita quali esempi Il popolo (incompiuto) di Bernard Malamud e I letterati e lo sciamano di Elémire Zolla, lascia fuori invece i libri di Cormac McCarthy (scrittore tanto amato da Baricco) «per il semplice fatto, evidente anche in Abel, che il western metafisico ha bisogno del suo stile, che se non è proprio astratto impone una rappresentazione del mondo il più possibile filiforme ed emblematica». Quel che fa Baricco qui è prendere gli stilemi propri di un genere come il western e assoggettarli a una «torsione allegorica». Così il senso di confine e di limite (tra il reale e il metafisico, tra la vita e la morte) subiscono un’alterazione nel quando e nel come. Allo stesso modo anche la geografia del western diventa nel romanzo di Baricco quel non-luogo teorizzato da Marc Augé, come lo sono gli ascensori, gli aeroporti, i centri commerciali. Quella di Baricco è dunque un’«avventura senza capo né coda» ed «è avvincente proprio perché è un transito da questo al “vero mondo”, dove non vigono nemmeno più i rassicuranti principi della logica, con il loro potere di discriminare il vero e il falso, il possibile e l’impossibile». Anche il tempo è assoggettato a questo mondo, non c’è un inizio e una fine, o se vogliamo, un domani e uno ieri, tutto è già accaduto e deve accadere: «Siamo già stati dove non siamo mai stati e anzi, a dirla tutta, veniamo da lì».

Il ritorno al romanzo dopo anni di assenza: com’è nato Abel

A raccontare la nascita e poi la pubblicazione di Abel è lo stesso autore in un’intervista rilasciata sul quotidiano «la Repubblica». La spinta alla scrittura è nata da una domanda: se non avessi necessità materiali, scriverei come scrivo? Questo romanzo risponde perciò a un’esigenza di libertà dell’autore. Le prime parole scritte: «un western metafisico», quest’espressione è arrivata prima di tutto il resto, della trama, dei personaggi. Poi è emersa una prima scena e da lì tutto è iniziato. Dice Baricco: «Perché proprio il western, si dirà. Be’, non avevo tempo e voglia per edificare mondi, come faccio di solito, mi serviva qualcosa di pronto all’uso, e in questo senso i generi sono perfetti: una buona parte del materiale è già sul tavolo, i pezzi sono quelli, non devi fare altro che iniziare a giocare. E il western di tutti i generi è quello che amo di più: forse perché contiene tutti gli altri, come alcuni dicono. Ma insomma, mi sono buttato da quella parte. Alla seconda riga c’era già uno sparo». La pubblicazione, Baricco non l’aveva neanche contemplata durante la scrittura, ma quando tutta la famiglia ha iniziato a leggere stralci dei suoi testi è successo che a un certo punto scrivere solo per sé stesso gli è «parso una sorta di gesto luttuoso, interrotto, celibe. A modo suo tristissimo».

 

A cura di Valeria Zangaro

Valeria Zangaro

Articoli Correlati

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *