Il racconto del mercoledì: Verso la libertà di Alberto Lucchini

 Il racconto del mercoledì: Verso la libertà di Alberto Lucchini

“Via Atlantica”, circa County Galway, Irlanda, febbraio 2019. Fotografia: juli_analogue

Sento che sto per farcela.
Quel momento è arrivato. Quel momento che tutti noi aspettiamo da sempre, da quando veniamo creati. Il percorso è appena iniziato, sarà lungo e faticoso, ma il pensiero di raggiungere finalmente quell’enorme spazio aperto e sfuggire dall’angusto posto in cui sono mi dà una grande forza. Una rinfrescante e purificante ondata d’acqua che mi sbatte addosso, sentirsi di non appartenere più a nessuno ed essere finalmente libero. Questo c’è alla fine del mio viaggio. Ed è per questo che lo affronto pieno di eccitazione. Forse rincontrerò qualcuno, qualche faccia nota. Chissà.

Dura la vita. Sempre a dirci che siamo qualcosa di spiacevole, di impresentabile, utili solo per esigenze altrui. E noi niente. Rinchiusi come in una prigione, senza dignità. Ora io scappo perché questo è il nostro destino: scappare, andare e prendersi i propri rischi.

Ho sentito anche di storie tristi. Amici che non sono riusciti a raggiungere quella libertà tanto sognata, persi in posti inusuali o addirittura svaniti, come schiacciati contro un muro. Un enorme ostacolo. Non importa. Il viaggio mi carica sempre di più di speranza perché so che ce la farò. È un periodo buono questo e sono fiducioso.

Cosa ne sarà di me?

foto_juli__analogue

Sicuramente comincerò a godermi quel senso di benessere che ti dà la libertà e che già comincio a sentire, a percepire. Girare pagina e affrontare nuove sfide: questo deve fare ognuno di noi. Questa è la nostra vita. Sento un grande vortice che mi trascina, vengo sbattuto come ci fosse un terremoto e capisco che ci siamo. Sapevo che il viaggio non sarebbe stato agevole, quindi non devo spaventarmi.

Quel gran vorticare si fa sempre più intenso e vengo letteralmente spinto e comincio a scivolare verso il basso. Mi faccio forza. In molti mi hanno raccontato le loro esperienze e questo so che è il momento più cruciale. Vengo preso e sbattuto da più parti. Cerco di reggermi ma desisto perché sarebbe un grave errore. Allora chiudo gli occhi e mi faccio trascinare.

Più rapido (la libertà).
Sempre più rapido.
Ora non posso più tornare indietro (la libertà).

wooooooooooo
wooooooooooooo
woooooooooooooooo
wooooooooooooooooooo
woooooooooooooooooooooo
wooooooooooooooooooooooooooo

PLOF.
Finalmente libero.

Alberto Lucchini

 

Nato nel 1983 tra le nebbie pavesi, dopo varie esperienze come collaboratore in quotidiani locali e una laurea, decide di occuparsi di bagni chimici e successivamente di microincapsulazione. Ha pubblicato sulla rivista Grado Zero il racconto “blues del mio vecchio” e sulla rivista Pastrengo il racconto “il sogno di nullità”.

Foto by @juli_analogue
Seconda foto: dalla serie della costa, Pinamar (Costa Atlantica, Argentina), gennaio 2015 di @juli__analogue (Instagram).

Blam

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