Il racconto del mercoledì: Influencer di Davide Ricchiuti

 Il racconto del mercoledì: Influencer di Davide Ricchiuti

Ground(s) – Illustrazione di Juliana Duque – @in.dreams.raquel

«Questa è Seljalandsfoss, d’inverno si può ammirare solo dalla parte frontale come tutte le altre cascate, ma saremmo potuti passare sul retro, se non stesse nevicando» mi dice Nausikaa con maniere formali.
Le rispondo mentre monto il telefono su uno stabilizzatore e apro l’app della fotocamera:
«Le dispiace se vado lo stesso sul retro?»
Ma Nausikaa si irrigidisce e dice che le regole, in Islanda, sono inflessibili.
Azzardo un passo verso di lei e dico:
«Lei parla di sicurezza…»
«Fa parte del mio lavoro.»
«So che deve farlo…» e quasi scivolo.
«Vede perché ne parlo?» incalza lei, ma io dico: «Ok, ma non pensa che tutte le nostre sicurezze siano false?»
«Prego?»
«Non so, per me le sicurezze sembrano unicamente una strategia della nostra mente per ritrarsi dai cambiamenti»
«Sta ribaltando le cose, aspetti. È un’altra sicurezza quella di cui parlo io».
D’istinto rispondo: «Ma che mi dice di questa cascata? Che nasce dal dislivello del terreno scalfito dall’acqua?» e appoggio il mio orecchio sul suolo. Chiedo a Nausikaa di fare lo stesso, ma il suo sguardo stizzito mi fa provare piccole sensazioni d’estraneità.
«Che c’entra questo terreno col fatto che non si può andare al di là della cascata?»
Sto per reagire, ma una voce mi anticipa: «Crede che io non pensassi di essere solido? Sono sempre stato sicuro che sarei rimasto una scogliera sull’oceano. Che avrei potuto attutire qualsiasi vibrazione, assorbire ogni pioggia e invece, dopo centinaia di anni, eccomi qua. L’acqua mi ha dissestato».

Nausikaa sgrana gli occhi e la voce continua: «Questa cascata non ha creato il suo flusso solo sopra di me, ma dentro di me. Mi ha spaccato, destabilizzato. E io sto meglio così. Ora non sono solo scogli, sono anche terreno».
A quel punto Nausikaa si è avvicinata a me appoggiando la guancia sinistra per terra.
«La mia solidità è stata incrinata, ma io mi sento più libero. Ho un nuovo equilibrio. Perdere quella rigidità di scoglio ha amplificato i miei sensi, liquefare i confini mi ha reso migliore. Ora sento di essere vivo».
E poi c’è stata una pausa. Non sapevo se il terreno avrebbe detto altro e così mi sono fatto spazio nel silenzio.
«Ha sentito anche lei, no? È questa la cascata che vorrei mostrare sul mio account».
Nausikaa si è alzata da terra e si è pulita la guancia. Io l’ho osservata dal basso e poi ho detto :
«Le confesso una cosa…».
Ma non ce l’ho fatta a continuare. Però, in quell’istante, i suoi occhi erano concentrati sulle mie labbra. Mi sono alzato anch’io e alla fine ho trovato il coraggio.
Ho detto: «Scusa. Avrei voluto andare dall’altra parte della cascata con te, anche se è proibito. Tutto qui».

Nausikaa, con un gesto del tutto inaspettato, si è avvicinata e mi ha sussurrato qualcosa. Ho cercato di non perdere il contatto con i suoi occhi. Lei mi ha teso una mano e io l’ho stretta forte. Siamo scivolati sul retro di Seljalandsfoss, oltre i cartelli di divieto. Improvvisamente siamo stati inondati di acqua fredda, di terra e di riverberi dorati di vita.


Davide Ricchiuti

Davide Ricchiuti è autore di racconti apparsi su alcune riviste letterarie. Ha esordito su ‘tina di Matteo B. Bianchi. Il resto della sua biografia corrisponde interamente agli eventi descritti nei suoi racconti.

 

Blam

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