Francesca Giannone, i libri da leggere dell’autrice più venduta degli ultimi anni
Classe ’82, salentina, con alle spalle una formazione nel mondo del cinema: stiamo parlando dell’autrice Francesca Giannone. Il suo esordio, La Portalettere (Nord), diventa un caso editoriale nel panorama italiano contemporaneo e il libro più letto del 2023. Diversi sono gli elementi che caratterizzano il suo immaginario: il Salento come orizzonte morale, la Storia italiana del Novecento come sfondo, le donne come protagoniste assolute della propria esistenza. Non eroine patinate, ma figure complesse che scelgono, sbagliano, resistono.
I libri di Francesca Giannone da leggere: la lista
La Portalettere
Salento, estate del 1934. Una corriera si ferma nella piazza di Lizzanello e ne scende una coppia: Carlo, figlio del Sud felice di tornare a casa, e Anna, sua moglie, bella come una statua greca ma silenziosa di fronte all’ignoto. Anna è ligure, insegnante, donna che legge e dice quello che pensa. Nel paese sarà sempre «la forestiera». Quando decide di fare la portalettere, il paese storce il naso. Ma Anna non ha paura. Il romanzo è costruito su più voci e generazioni. È stato il romanzo italiano più venduto del 2023, tradotto in oltre quaranta Paesi, e vincitore del premio Bancarella nello stesso anno. Ne abbiamo parlato anche qui.

Domani, domani
Salento, 1959. Lorenzo e Agnese sono fratelli, cresciuti tra i profumi di talco, essenze floreali e oli vegetali del saponificio di famiglia, un’eredità che il nonno ha costruito dal nulla e che il padre ha scelto di vendere, come se si liberasse di una condanna. Per i due figli, invece, quella fabbrica era certezza e futuro. Da questo punto di rottura, le strade di Lorenzo e Agnese divergono: lui insegue l’orgoglio e il desiderio di libertà, lei rimane attaccata alle radici e all’amore per ciò che è stato. Ambientato negli anni del boom economico, è un romanzo sulle conseguenze delle scelte e sull’impossibilità di tornare indietro. Giannone costruisce due figure forti e credibili che incarnano due modi opposti di stare al mondo, sullo sfondo di un’Italia sospesa tra tradizione e modernità.

Gli anni in bianco e nero
Salento, anni ’Sessanta. Mimì si arrampica di nascosto sulla scala a chiocciola del cinema Apollo e aspetta che Cosimino, il proiezionista burbero, le dica «Dai, tràsi». È questo il permesso che cerca: quello di entrare in un mondo vietato. Perché il padre delle sorelle Elia ha stabilito che il cinematografo mette «strane smanie in testa alle femmine». E le femmine, in quel Salento degli anni Sessanta, devono stare al loro posto. La storia di quattro sorelle che cercano ciascuna a modo suo un varco verso la libertà. In un’Italia in cui la legge prevede un anno di carcere per adulterio solo se a tradire è la moglie, in cui alle donne è concesso perlopiù di fare figli e badare alla casa, la ribellione è inevitabile.

Gli eroi son tutti giovani e belli
Prima di tutto il successo, c’è stato questo: un romanzo breve che porta in esergo un verso di La locomotiva di Francesco Guccini e che già conteneva tutto ciò che l’autrice avrebbe sviluppato nelle opere successive. Edoardo cresce nel secondo dopoguerra, figlio di un uomo che ha lottato per la giustizia sociale e ne ha pagato il prezzo con il sangue. Trent’anni dopo, negli anni di piombo, Edoardo si ritrova in carcere per un attentato fallito. È qui, nel tentativo di riscattarsi, che finisce nella zona grigia tra sindacato e crimine organizzato, al soldo della Sacra Corona Unita. Un romanzo su cosa succede quando si tradisce la memoria di un padre nel nome di quella stessa memoria. Un libro che vale la pena recuperare per capire da dove arriva una delle autrice più lette in Italia.

A cura di Angelica Corà

