Le perfezioni: il romanzo di Vincenzo Latronico svela l’inganno della coppia perfetta. Recensione

 Le perfezioni: il romanzo di Vincenzo Latronico svela l’inganno della coppia perfetta. Recensione

Tra i dodici finalisti al premio Strega di quest’anno c’è anche Le perfezioni (Bompiani 2022), il romanzo in cui Vincenzo Latronico osserva da vicino l’unità sociale minima – la coppia – per descriverne i sogni, le disillusioni e le immancabili cadute in questo tempo frenetico e fragile.

 

Le perfezioni di Vincenzo Latronico: la trama del libro

Berlino, un appartamento di un quartiere residenziale alla moda, perfetto per gli scatti di un catalogo Ikea. Il romanzo di Latronico si apre con la descrizione di un bilocale: una poltrona dal taglio scandinavo, una pianta verde a foglie larghe illuminata da un raggio di sole che si riflette sulle doghe larghe del parquet. Partendo dalla perfezione del loro habitat, l’autore introduce il lettore alla conoscenza di Anna e Tom, i due protagonisti. Anna e Tom trascorrono la maggior parte del tempo in casa, lavorano insieme, le scrivanie frontali per condividere i pensieri. Il loro lavoro sembra più un gioco, un passatempo, che non una vera e faticosa occupazione. Colti, emancipati, fortunati, i due giovani hanno potuto scegliere di vivere della loro passione per i computer e per Internet e così non avvertono il peso delle giornate, ma le attraversano con leggerezza, trascorrendo il tempo libero tra lunghe passeggiate, aperitivi con amici, eventi mondani. La loro vita sembra un sogno, quello che molti giovani italiani credono di poter realizzare all’estero. Ma incredibilmente, ciò che appare perfetto nasconde la noia, lo spaesamento, quel senso di incertezza che accomuna una generazione cresciuta senza un obiettivo comune. Ed è proprio dentro quel senso di straniamento che Latronico accompagna il lettore.

«Il tempo che non spariva era occupato dalla città. Berlino era a tutti gli effetti la loro attività principale – osservarla, capirla, sentirsene parte. In un certo senso li definiva molto più della professione, che gli piaceva ma non tanto da meritarsi più energia dello stretto necessario. Il lavoro gli era capitato, Berlino l’avevano scelta».

La bolla del tempo presente

«Si sentivano decadenti e invidiabili, vivi. Qualche ora dopo mezzogiorno si levavano i primi refoli di un’angoscia destinata a ingrossarsi in tempesta».

Sebbene la vita di Anna e Tom risulti perfetta dalle immagini postate sui social o allo sguardo degli amici rimasti in Italia, addentrandosi nei meccanismi della coppia il lettore scopre la fragilità, l’incertezza e la noia strisciante che occupa le giornate dei due coniugi. Il sentimento di precarietà è celato e carsico ma piccoli segnali di nervosismo punteggiano la dinamica di coppia. Le amicizie sono in realtà legami opportunistici – capaci di mutare a un ritmo incessante senza lasciare segno –, le immagini di Berlino perdono di definizione e si sostituiscono alla nostalgia per la patria, ai ricordi malinconici della vita da studenti. Anna e Tom entrano così in una spirale di insoddisfazione che li porta a cambiare senza posa scenario di vita, fino ad accorgersi di vivere ormai in una bolla, «più stretta e insulare di quella che si stavano creando sui social media».

La scrittura di Vincenzo Latronico in Le perfezioni

Il romanzo è composto da quattro capitoli: Presente, Imperfetto, Remoto e Futuro. Dopo una prima breve introduzione al presente, che fotografa l’immagine dell’appartamento, nei successivi due capitoli, più corposi, il narratore onnisciente ed esterno analizza, al tempo passato, le scelte di vita e le dinamiche della coppia. L’utilizzo del passato genera inevitabilmente un certo distacco rispetto agli eventi narrati, descritti in modo documentaristico, analitico, come se l’intento fosse quello di redigere un diario, una storia di cui riusciamo a prevedere il finale. Per l’ultimo capitolo, più breve, l’autore sceglie il tempo futuro che porta immancabilmente con sé una nota di malinconia e rimpianto. La scrittura di Vincenzo Latronico è lucida e misurata ma spesso amara e disillusa. Le perfezioni ritrae l’anima di una certa generazione, lasciando il lettore con poche speranze di un futuro migliore.

 

A cura di Silvia Ognibene

Silvia Ognibene

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