Adorazione: il libro di Alice Urciuolo che scava nell’adolescenza dei ragazzi di provincia. Recensione

 Adorazione: il libro di Alice Urciuolo che scava nell’adolescenza dei ragazzi di provincia. Recensione

Adorazione: la trama del libro di Alice Urciuolo

Adorazione, primo romanzo di Alice Urciuolo, è un libro incentrato sull’adolescenza ma non è un libro adolescenziale. Classe 1994 e già sceneggiatrice della fortunata serie Skam Italia, la scrittrice racconta, intrecciandole fra di loro, le storie di alcuni ragazzi di oggi, perfettamente calate nella realtà contemporanea della provincia italiana. Edito da 66thand2nd e ambientato a Pontinia, piccolo centro laziale di costruzione fascista, il romanzo ruota intorno alle vicende di un gruppo di amici di età compresa fra i 15 e i 20 anni. La classica comitiva di giovani con tutte le sue tradizionali dinamiche. Su di loro però incombe la coltre scura di una tragedia che li ha toccati di vicino. Un anno prima dei fatti narrati una delle ragazze del gruppo è stata uccisa da Enrico, il fidanzato geloso e possessivo. Elena compare solo nei ricordi degli altri ragazzi, in primis di Vanessa, la sua migliore amica, ma è una presenza costante con cui tutti devono fare i conti. E ciascuno lo farà a modo suo, in un clima di omertà in cui gli adulti faticano molto più degli adolescenti a trovare le parole e a dare conforto. Un’atmosfera di detto non detto in cui la “brutta cosa” successa a Elena è solo accennata dai genitori, mai davvero indagata nelle sue conseguenze sui più giovani. E a rendere il clima ancora più pesante contribuisce la cappa asfittica della provincia, che il lettore che ci è nato e cresciuto ben riconoscerà: ammiccamenti, mezze parole, “nessuno lo deve sapere” e “lo sanno tutti”, le allusioni, i facili giudizi e i pregiudizi. L’autrice proviene dalla zona che racconta e si sente, giovando alla verosimiglianza del romanzo.

Adorazione: il titolo e il filo conduttore del libro

Allo stesso tempo tutti i protagonisti hanno a che fare con il tema dell’adorazione, da cui il titolo del romanzo. Scelta azzeccata quest’ultima per indicare l’ambiguità di certi rapporti non solo fra i ragazzi ma anche fra loro e i genitori e fra gli adulti stessi. Adorazione è infatti un termine positivo, nell’accezione migliore che rimanda all’amore, all’attenzione, al prendersi cura di qualcuno; ma anche negativo, quando sfocia nel possesso e nella venerazione più bieca, quella che acceca la mente e scatena gli istinti peggiori. È questo un tema ricorrente nel romanzo e, a ben guardare, ciascuno dei protagonisti si scontra, prima o dopo, contro questo sentimento tossico. La bellissima Vanessa è adorata da Gianmarco, il suo ragazzo, ma non è compresa. Vera adora suo fratello Giorgio, che a sua volta adorava Elena, ma adora anche Christian, che però non vuole lasciare la sua adorata fidanzata Teresa. Diana dapprima odia e poi adora la sua enorme voglia sulla gamba, mentre sua madre Diletta adora i personaggi che vede su Chi, la famiglia reale inglese o i clienti ricchi del suo ristorante. E così via, in un intreccio che è a suo modo semplice (il lettore non si perde mai, pur fra tanti protagonisti) ma anche avvincente e percepito come qualcosa di conosciuto, di vissuto nella vita di ciascuno di noi. A questo senso di familiarità contribuisce anche il linguaggio utilizzato da Urciuolo che si mantiene sul registro medio e quotidiano e che si basa su una sintassi semplice, di stampo colloquiale.

L’adolescenza come tema universale

I quindicenni o i diciottenni che vivono oggi in una delle tante piccole e medie città della penisola ritroveranno molto di se stessi nelle storie narrate nel romanzo. E gli altri? I lettori nati negli anni Settanta o Ottanta oppure quelli che vivono nelle periferie milanesi o nei quartieri della Roma bene? Adorazione parla anche a loro. Il pregio maggiore di questo libro è la sua capacità di far emergere, dietro le vicende dei protagonisti, una storia universale. In qualunque decade e a qualsiasi latitudine, tutti siamo stati adolescenti nel modo tratteggiato da Urciuolo. Tutti ci siamo sentiti non accettati, non compresi, soli, abbiamo cercato parole di conforto dai nostri genitori e spesso non le abbiamo ricevute, abbiamo litigato con i nostri amici e poi fatto pace, ci siamo innamorati, ci siamo arrabbiati e siamo rimasti delusi o senza parole. È questo che Adorazione racconta, senza un filo di retorica, e per questo è un libro che va oltre le generazioni. Certo, gli aspetti più calati nella realtà delle vicende narrate potranno risultare estranei ai lettori più adulti: la vita spiata attraverso le storie di Instagram, l’attesa spasmodica per la visualizzazione di un messaggio su Whatsapp, la facilità dei rapporti sessuali fra giovanissimi e il loro essere disinibiti e spregiudicati verso quelli che un tempo erano argomenti tabù (la pillola, il sesso fra minorenni e adulti, le sospette gravidanze indesiderate). Ma la difficoltà che prova Giorgio, solo per fare un esempio, nel fare i conti con la mancanza del padre, la volontà di proteggere la sorella, l’incapacità di esprimere i propri sentimenti, sono e restano elementi caratterizzanti della vita di molti di noi.

Il percorso di crescita di Vanessa

E proprio Giorgio è uno dei personaggi più sinceri della storia. Diviso fra momenti di rabbia e attimi di dolcezza, fra il rimorso per non aver mai dichiarato il suo amore a Elena e l’interesse per Diana, l’eterna amica di sua sorella, e la paura di accettarlo, Giorgio è uno dei protagonisti con cui è più facile identificarsi e quindi essere indulgenti. Il capolavoro di Urciuolo è tuttavia la figura di Vanessa. La bella del paese, fidanzata con il rampollo della famiglia più in vista, già destinata a un matrimonio perfetto di cui la madre pregusta i frutti. Dopo la morte di Elena, Vanessa vede sgretolarsi, a poco a poco, tutte le sue certezze. Il suo cambiamento, il suo percorso di formazione, ancora in fieri quando la storia si conclude, sono uno degli aspetti più interessanti di Adorazione. La scelta di andare a fare la cameriera contro il volere di tutti, tranne che del padre (uno dei pochi genitori a meritare quel titolo), l’incontro con Arianna e con la poesia, la scoperta di una sessualità del tutto nuova e quasi inconcepibile fino a poco prima,  l’aprirsi a un mondo estraneo e inaspettato: Vanessa è alla ricerca del suo posto nel mondo e di un modo per fare pace con il senso di colpa per non aver salvato la sua migliore amica, per non aver capito che quella con Enrico era una relazione malata, che quella sua mania di controllo nei confronti della fidanzata non era amore. Ma chi potrebbe davvero capirlo a 17 anni?

a cura di Barbara Rossi

 

 

 

 

Barbara Rossi

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