Marco Pantani e tutta la nostalgia per ciò che non c’è più: «Nebulose ellittiche» è il racconto di Winstonhelbert

 Marco Pantani e tutta la nostalgia per ciò che non c’è più: «Nebulose ellittiche» è il racconto di Winstonhelbert

Illustrazione di Dario Licata

Talmente non sapevo cosa fare ed ero diventato un peso per chi avevo intorno che aveva iniziato a rifiutarmi anche mia madre. Poi non avevo vizi, non avevo soldi a sufficienza per lo shopping, non avevo voglia di fare sport ogni giorno. Ero in una situazione di merde, e da tale situazione di merde non sapevo come uscire.

Ogni tanto ripensavo a Marco Pantani e alla sua figura inarcata sulla Bianchi a Dublino. Ero un adolescente il giorno che l’ho visto. Rudi Völler c’era per me. Poi anche Pantani. I miti in quel periodo riuscivo ancora a intravederli, nello sport. Il ciclismo su Rai Due. Il Giro e il Tour. Come gli Internazionali di tennis di Roma. Indurain, Ullrich, Bugno e Chiappucci, Sampras Agassi e Courier col dritto sottosopra e Gabriela Sabatini, Mary Pierce. E spuntò Pantani, sulle Dolomiti. Sul Pordoi. Rosa. Giallo. Le bandane fiondate. L’ombra dell’elicottero della Rai a rincorrerlo sugli slogan in calce bianca. Andava a vincere e sembrava che andasse a perdere. A perdere pezzi di sé stesso.

Era l’11 luglio 1998 quando l’ho visto. A Dublino c’ero andato per studiare l’inglese e per studiare tutto il resto. E un magnetismo sacro, denso. Al tramonto sembrava dovessimo essere risucchiati in cielo da qualche nume. Zum!

11 luglio 1998. Eravamo in giro in quaranta, cinquanta, e proprio da lì dietro partì il tour de France. Folla ce n’era sì, la schiena ardimentosa di Pantani un metro sopra le altre. Ricordo benissimo che allora non sapevo cosa dover diventare. Come ora. Ho fermato il tempo! Agli antipodi della nebulosa ellittica che raccoglie i miei avvenimenti ci siamo io e il me del ’98. Che ci sputiamo.

Due punti. Che si guardano. Identici. Agli imbocchi del wormhole. Sono passati trent’anni e siamo sempre gli stessi. Non è cambiato niente. Merde!

Nel frattempo chiunque ha fatto il suo video di venti secondi sul chi scegli tra questo o quello. Chiunque ha descritto come in un elenco della spesa il suo passato amoroso. A chiunque hanno chiesto perché abbia o non abbia figli, perché l’avere figli ora è diventato oggetto di intervista. La narrazione. Il pudore, il senso dell’anima, i modi. Perché. Manca chi si chieda come passi le giornate Cristo tra Pasqua e Natale. Chiunque ha presentato o presenta ovunque piani per decollare nella società, piani strategici. Strategie ovunque. Strateghi. Napoleoni.

Napoleone. Se fosse stato sul Pordoi. Avrebbe sparato una cannonata?

Di giubilo? Ma sì.

W la revolution!

Winstonhelbert

Blam

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