Ritratti di scrittori: Andrea Moro, chi è? Scoprilo in 5 parole

 Ritratti di scrittori: Andrea Moro, chi è? Scoprilo in 5 parole

Ritratto di Sonia De Nardo

Il fatto è che quando ci si appassiona davvero a qualcosa, alla fine ci si appassiona a ogni cosa e soprattutto all’irripetibilità che caratterizza la realtà e la vita in tutte le sue forme, in un mistero che ci travalica.Scrive Andrea Moro in Parlo dunque sono, una breve raccolta di fotogrammi sul linguaggio. Appassionarsi, appunto. Moro, classe 1962, si appassiona alla linguistica tanto da diventare uno dei più importanti esperti in materia. Un curriculum da far strabuzzare gli occhi e una penna da far innamorare alla primissima lettura.

Andrea Moro: chi è il linguista e scrittore in 5 parole

Linguaggio

Parliamo sempre: dal momento in cui apriamo gli occhi fino a quando le palpebre non cadono pesanti, stremate dalla giornata. E poi parliamo anche quando stiamo in silenzio, perché i pensieri sono fatti parole. Parole che sembrano fiocchi di neve, con  una struttura vera, che però vengono soffiati via prima di toccare il suolo, perdendo la loro consistenza.

In Parlo dunque sono – libro che si legge tutto d’un fiato – Andrea Moro non scrive solo un libro sui padri della linguistica, ma ci consegna una sorta di album fotografico. Un album di famiglia, di quelli che si sfogliano sorridendo di fronte ai cambiamenti, alle crescite, alle abitudini passate di moda. Moro esplora il mondo della linguistica, celato dietro morfemi e fonemi, attraverso 17 fotogrammi, da Dio a Chomsky. L’album non è completo, ma, come sostiene l’autore,la vera questione è se un album del linguaggio potrà mai esserlo”.

Divulgazione

Oltre a essere linguista, professore ordinario di Linguistica Generale alla Scuola Universitaria Superiore (IUSS) di Pavia e fondatore del Centro di Ricerca in Neuroscienze, Andrea Moro è un divulgatore. Un grande divulgatore. Cosa non facile, perché la linguistica è ancora troppo spesso relegata nelle università. Eppure, è una scienza come tutte le altre, una scienza che ci coinvolge in prima persona, nessuno escluso. Moro non solo comunica, ma appassiona. Una dote straordinaria che non appartiene a tutti i divulgatori, purtroppo.    Perché se non è insolito saper trasmettere concetti, è ben più raro far nascere negli altri la curiosità, il desiderio di entrarne in possesso, di scoprire, di innamorarsi della linguistica.

Babele

La linguistica, si sa, è fatta di domande. Moro si focalizza su una in particolare: quali siano i confini di Babele, perché la linguistica è questo: un luogo pieno di confusione ordinata.
Da dove deriva la nostra conoscenza della grammatica? Per rispondere a questa domanda, diventata sempre più insistente, Moro se ne pone un’altra che in un certo senso la precede: cosa sa una persona quando sa una lingua? Dopo uno studio attento, l’autore giunge a una scoperta rivoluzionaria: le grammatiche possibili non sono finite e il loro numero è determinato biologicamente. Per trarre questa conclusione, crea una grammatica degli errori e dall’incontro tra linguistica e neuroscienze cognitive arriva a dimostrare l’autonomia biologica della sintassi. Un campo di studio affascinante, un pozzo senza fondo, una ricerca continua perché, come sostiene Andrea Moro ,la sintassi è la parte nucleare di tutte le lingue che permette di costruire strutture infinite. Il mondo, invece, è limitato, finito.
Lo studio è raccontato con uno stile accattivante e travolgente ne I confini di Babele, che può essere seguito con facilità anche dai non esperti nel settore.

Essere

Se Amleto si interrogava sul “to be or not to be”, Moro si concentra su quel be, sul verbo essere. Per Heidegger su questa parola si basano tutte le lingue, Aristotele, Kant e Chomsky però la ridimensionano. Secondo l’ontologia  è come se dietro alla copula si celasse il segreto dell’esistenza. Andrea Moro in Breve storia del verbo essere mostra come i filosofi abbiano sbagliato a pretendere che l’essere costituisse il linguaggio o che il linguaggio costituisse l’essere. Niente di grave. Moro ci ha tranquillizzati, mostrando come il verbo essere sia molto più arrendevole degli altri, un verbo debole. Una buona conclusione, decisamente più ottimistica di quella formulata da Bertrand Russell che lo considerava come una disgrazia per l’umanità.

Pietramala

Andrea Moro è un divulgatore a tutto tondo e, mosso dalla passione verso la linguistica e dal desiderio di far scoprirla scoprire anche agli altri, trova dieci, mille modi per arrivare alle persone. Nel 2018 Moro pubblica il suo primo romanzo, Il segreto di Pietramala,  con l’obiettivo di rivolgersi a un pubblico ben più ampio  rispetto a quello cui un saggio di neurolinguistica normalmente si rivolge. Non solo divulgazione, ma anche emozione troviamo nel romanzo di Moro, opera in cui un giovane linguista ha una missione non certo facile: studiare e descrivere la lingua di Pietramala, un borgo isolato sulle montagne della Corsica. L’idioma di Pietramala rappresenta «una sovraimposizione» che non tiene conto della natura umana e che non rispetta la diversità dell’Altro. Pietramala vuole essere la rappresentazione simbolica di chi non capisce che anche l’Altro è uguale a noi.

 

Andrea Moro: i libri da leggere per approcciare a questo linguista e scrittore

  • Breve storia del verbo essere (Adelphi, 2010)
  • Parlo dunque sono (Adelphi, 2012)
  • I confini di Babele. Il cervello e il mistero delle lingue impossibili (Il Mulino, 2018)
  • Il segreto di Pietramala (La Nave di Teseo, 2018)
  • La razza e la lingua. Sei lezioni sul razzismo (La nave di Teseo, 2019)

Maria Ducoli

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