Italo Calvino il 15 ottobre 2023 avrebbe compiuto 100 anni. Se ancora non lo conoscete bene, noi ve lo raccontiamo in 5 parole

 Italo Calvino il 15 ottobre 2023 avrebbe compiuto 100 anni. Se ancora non lo conoscete bene, noi ve lo raccontiamo in 5 parole

Ritratto illustrato di Sonia De Nardo

Italo Calvino è uno degli scrittori più noti e importanti della letteratura italiana, le sue opere sono conosciute e tradotte in tutto il mondo e includono romanzi, saggi, racconti a epistolari, traduzioni, canzoni. Quest’anno ne festeggiamo il centenario.

Nato a Cuba il 15 ottobre 1923 da genitori italiani, trascorre infanzia e adolescenza a Sanremo durante l’epoca fascista. La Seconda guerra mondiale sconvolge la sua vita familiare ma fortifica l’indole dello scrittore inducendolo a un deciso impegno politico, alimentato dalla lettura di Montale, Vittorini e Pisacane.

 

Italo Calvino: chi era lo scrittore in 5 parole

Resistenza

Nella fitta corrispondenza epistolare intrattenuta da Calvino con l’amico del liceo Eugenio Scalfari, lo scrittore racconta la propria esperienza della Resistenza invitandolo, tra l’altro, a votare per la Repubblica nel referendum del ’46. Partigiano militante sul campo come portamunizioni, Calvino frequenta la facoltà di Lettere di Torino e inizia contemporaneamente a scrivere racconti e a collaborare con alcune riviste. La prima fase della poetica di Calvino è legata al movimento neorealista, corrente letteraria post bellica di stampo antifascista. Il primo romanzo Il sentiero dei nidi di ragno (1947) ha per protagonista Pin, un bambino che vive con la giovane sorella costretta a prostituirsi per tirare a campare. La storia è ambientata proprio nel periodo della Resistenza: «Al tempo in cui l’ho scritto, creare una “letteratura della Resistenza” era ancora un problema aperto» affermerà più tardi Calvino.

Fiaba

Nella metà degli anni ’50, Calvino si dedica alla riscrittura di alcune fiabe popolari italiane, correggendo errori, apportando modifiche, colmando lacune. Secondo l’autore, le fiabe sono storie che riguardano l’essere umano universalmente, poiché ne descrivono il passaggio sulla terra in ogni tappa importante e fase di passaggio: «[Le fiabe] sono, prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane, una spiegazione generale della vita». A questo stesso periodo risale la pubblicazione di Il visconte dimezzato (1952), primo volume della trilogia (slegata) I nostri antenati, che insieme a Il barone rampante (1957) e Il cavaliere inesistente (1959), costituisce un percorso allegorico dedicato all’uomo contemporaneo e ispirato all’Orlando furioso di Ariosto. Ricorrono qui i temi della ribellione giovanile, del senso di incompletezza, della ricerca della propria identità individuale e sociale.

Gioco combinatorio

Dalla ricerca semiologica e dalla vicinanza allo strutturalismo deriva la concezione calviniana della scrittura come gioco combinatorio, un tipo di letteratura sperimentale appresa a Parigi grazie allo scambio intellettuale con Queneau e al gruppo di letterati dell’OuLiPo (Officina di Letteratura Potenziale). Le città invisibili (1972) è il romanzo che più risente di queste influenze e della pratica di una scrittura sperimentale. Troviamo qui cinquantacinque descrizioni di città immaginarie divise in macronuclei: le città e la memoria, i segni, il desiderio, gli occhi, gli scambi, il cielo, il nome, i morti. Calvino si ispira a Il Milione di Marco Polo, e considera il lettore come una sorta di burattino, da controllare e spostare a proprio piacimento in luoghi straordinari che rappresentano ogni aspetto della realtà: il libro è «per chi è sempre altrove, per chi vuole sfuggire all’ingorgo di passato presente futuro che blocca le esistenze calcificate nell’illusione del movimento».

Letteratura

«Si sa che è un autore che cambia molto da libro a libro. E proprio in questi cambiamenti si riconosce che è lui». Così scrive Calvino in Se una notte d’inverno un viaggiatore (1979), uno degli ultimi romanzi, che inanella in un unico racconto gli incipit di dieci storie, intervallati dalle riflessioni dei personaggi, un Lettore e una Lettrice. Si tratta di un libro dedicato, infatti, alla lettura, una sorta di opera-manifesto in cui sperimentazione stilistica e riflessione ermeneutica trovano espressione compiuta e letteraria. Ma il volume che condensa il pensiero teorico letterario di Calvino è certamente Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio, silloge delle lezioni preparate per un corso all’università di Harvard, in cui l’autore associa le potenzialità e la plasticità della parola a temi solo in apparenza astratti: Leggerezza, Rapidità, Esattezza, Visibilità, Molteplicità e Coerenza (solo progettata) sono i titoli degli altrettanti capitoli che compongono il volume, pubblicato postumo nel 1988.

Fama

All’indomani della scomparsa avvenuta il 6 settembre 1985, alcuni amici di Calvino – tra cui Natalia Ginzburg, Norberto Bobbio, Lalla Romano, Cesare Segre e Massimo Mila – fondano il premio Italo Calvino diventato uno tra i più importanti riconoscimenti letterari italiani. Anche a Cuba vengono istituiti premi e associazioni culturali in sua memoria. Ancora oggi leggere Calvino è un’esperienza illuminante, non solo per l’estro nell’uso del linguaggio e la sperimentazione costante che caratterizza la costruzione delle storie, ma per la capacità con la quale questo autore ha saputo fare della letteratura uno strumento per addestrare il mondo alla leggerezza, «che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore».

 

Italo Calvino: i primi libri da leggere per conoscere questo scrittore

  • Il sentiero dei nidi di ragno, Mondadori, 2012
  • Le città invisibili, Mondadori, 2022
  • Se una notte d’inverno un viaggiatore, Mondadori, 2022
  • Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio, Mondadori, 2022
  • I nostri antenati, Mondadori, 2023
  • Gli amori difficili, Mondadori, 2023

 

A cura di Giusi Chiofalo

 

Giusi Chiofalo

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