“Mi sento un manifesto futurista, con grandi contrasti di colore”: Francesca Galli, da fisioterapista a illustratrice. Intervista

 “Mi sento un manifesto futurista, con grandi contrasti di colore”: Francesca Galli, da fisioterapista a illustratrice. Intervista

È stata una delle prime illustratrici di Rivista Blam! che, ancora oggi, continua il suo percorso accanto alla redazione. Dovessimo definirla artisticamente diremmo che è una sognatrice possibilista: i suoi disegni sono opere immaginare che creano mondi reali, pur se esistenti in un’altra dimensione non materiale.

L’abbiamo scelta come illustratrice del mese di gennaio 2024: sarà lei a illustrare i quattro racconti del mese. Prima di scoprire quello che andrà a illustrare, ve la facciamo conoscere meglio. Abbiamo intervistato Francesca Galli.

Chi è, che fa, quanti anni ha e dove vive?
Sono Francesca, ho 46 anni e vivo a Firenze dove lavoro come fisioterapista.

Qual è il legame tra la fisioterapia e l’illustrazione?
Nessuno ­– mi verrebbe da dirle – invece stanno agli antipodi del senso di impotenza. Mi spiego meglio: nel mio settore, quello dell’area pediatrica con disabilità cronica e complessa, ho dovuto fare i conti con una realtà dura, con condizioni cliniche che non si modificano, con una disperazione che non si cura, dove il senso di impotenza è la cosa più frustrante; così, in qualche modo, ho cercato di ristabilire un equilibrio lontano dal delirio di guarigioni irrealizzabili, bensì iniziando (di nuovo) a disegnare. Il fisioterapista è uno scienziato del corpo umano, a cui fanno credere di poterlo aggiustare sempre ma non è così. L’illustratore invece ha una potenzialità infinita, l’idea di creare ogni volta qualcosa che prima non c’era è così affascinante.

Ci racconta il momento in cui ha deciso che il disegno sarebbe stato il suo lavoro?
Intorno ai quindici anni il mio desiderio era quello di frequentare la Scuola d’Arte di Firenze, invece mi sono ritrovata sulla strada in salita di una scuola a indirizzo scientifico. Alla fine l’ho percorsa lo stesso, pensando fosse una buona alternativa e che era ora di mettere la testa a posto. Ho disegnato tanto in quegli anni: sul banco, sui libri, sui compiti che non sapevo svolgere, un po’ per ribellione, un po’ per la necessità espressiva. Poi ho smesso, a quel punto qualcuno deve aver pensato che avessi messo la testa a posto davvero. Ho ripreso a disegnare sul finire dei miei trent’anni, ho fatto formazione, e ho deciso allora che ci avrei investito tutto quello che potevo. Diciamo che al momento il mio attuale lavoro mi consente quell’entrata economica per continuare a investire su questo sogno.

Illustrazione di Francesca Galli

Che bambina è stata?
Una bambina tranquilla, nata in una famiglia normale, con pochi fronzoli, pochi abbracci e una disciplina piuttosto rigorosa, dove però sono cresciuta felice e responsabile.

Cosa c’è sul suo piano di lavoro?
Prima di tutto c’è la mia gatta Bianchina, curiosa e chiacchierona, che non si perde mai un progetto e adora la gomma pane. C’è confusione, sul mio tavolo, nonostante cerchi in tutti i modi di tenere in ordine gli strumenti. Ci sono sempre i segni di un lavoro precedente e di interruzioni frettolose, ci sono carte, vecchi sketch, matite, pastelli, gessetti, un po’ di tutto. Quasi sempre c’è il tablet, e spesso una tazza con del tè (che puntualmente bevo freddo perché mi dimentico). Tuttavia, nel cercare ciò che mi serve mi imbatto quasi sempre in qualche oggetto che non avevo previsto e che poi utilizzo: dà una sterzata imprevista di novità al progetto.

Come imposta il suo lavoro?
Raramente parto da degli sketch su un taccuino, anche perché tante volte l’idea arriva in un momento in cui non ci sono carta e penna. Spesso, che sia l’immagine da realizzare per un racconto, o una storia da raccontare, questa sorge mentre mi addormento. Quando mi viene inviato un testo da illustrare lo leggo subito ­– se sono più di uno li leggo comunque tutti – mi segno delle parole interessanti e, a grandi linee, l’atmosfera e il tema da trattare. Poi inizio a pensare alla composizione e mi lascio ispirare in questo dai fotografi, soprattutto in bianco e nero.

La composizione la provo sul tablet in modo da poter modificare l’insieme fino a che non sono soddisfatta, poi penso alle tecniche e decido se lavorare in analogico o in digitale direttamente. Ovviamente, lavorare a matita, pastelli, acrilico, mi piace molto di più, ma non sempre è possibile. Il lavoro su un’illustrazione per me è abbastanza totalizzante, spesso comincia e finisce nello stesso giorno, al massimo all’alba della mattina successiva.

Illustrazione Francesca Galli

Qual è stata la richiesta più strana che le hanno fatto?
Qualche anno fa una mia collega mi chiese di disegnare un test da mostrare ai bambini con delle rane che facevano varie espressioni facciali per provare a imitarle.

Ci racconti brevemente i progetti a cui hai lavorato e di cui va fiera?
Parto dall’ultimo: nel mese di luglio mi ha contattato ADEI, l’Associazione degli Editori indipendenti, per commissionarmi le illustrazioni di copertina dei loro due cataloghi, quello per la Fiera Internazionale del Libro di Francoforte e quello dell’Associazione per il 2024. Ho lavorato a stretto contatto con il loro grafico e ho capito che quando si ha da concludere un lavoro, in questo settore, non ci sono orari. È stata davvero una grande esperienza, i cataloghi sono usciti a fine ottobre e sono veramente bellissimi.

A maggio ho realizzato l’immagine di copertina di un racconto che fa parte della raccolta “24”pubblicato da romanzi.it e presentato al Salone del Libro di Torino 2023 (a cui ha partecipato anche Rivista Blam!, ndr.).

Nel 2018 ho collaborato alla realizzazione di un e-book insieme al gruppo di lavoro di un asilo nido della provincia di Firenze, si chiama «Alla scoperta del mondo degli orsi», lavoro che ho portato avanti insieme a un grafico che produceva le animazioni a partire dai miei livelli, e ho dovuto imparare come fare.

C’è nel cassetto un libro per l’infanzia, realizzato interamente da me (testo e immagini), che ho mandato a qualche editore nel 2022, con pochi risultati e resta lì in attesa di pubblicazione. E poi, the last but not least, ci sono le riviste letterarie con cui collaboro da alcuni anni e che sono per me grande fonte di energia e ispirazione continua.

Diversi - illustrazione di Francesca Galli

Se fosse un quadro famoso, quale sarebbe e perché?
Una domanda difficile questa! Mi sento una persona poliedrica, un po’ stravagante direbbe mia figlia, ma allo stesso tempo capace di non perdersi in cose che non sono necessarie e di lasciare andare, quando posso, tutto ciò che non serve e che mi appesantisce. Mi sento un manifesto futurista, con grandi contrasti di colore, tratto ben definito, poche sfumature; comprensibile in parte, ma solo se conosci bene il contesto.

Tre illustratori che l’hanno illuminata sulla via di Damasco…
Senza pensare troppo: Lorenzo Mattotti, Riccardo Guasco, Andrea Ucini.

Cosa illustra per Rivista Blam! nel mese di gennaio?
Quattro racconti, tra i quali sto cercando delle analogie che non ci sono. Esistono, però, temi forti e contemporanei come il dolore, la solitudine, il tormento, la disattenzione che proverò a trasmettere al meglio nelle immagini che sto preparando.

Blam

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