È tutta una questione di chimica: «Boil-over» è il racconto di Paolo Di Luzio
Illustrazione di Dario Licata
Giacomo era piccolo per sapere cos’è il boil-over.
Il boil-over è un fenomeno che si verifica quando si cerca di spegnere un principio di incendio, causato da olio o combustibile petrolchimico, con dell’acqua. L’acqua, tuttavia, invece di spegnere l’incendio crea delle potenti fiammate impossibili da controllare. Non sarebbe inesatto parlare di deflagrazione in questo caso. E ciò avviene per due fattori:
- la maggiore densità e peso specifico dell’acqua;
- la differenza enorme fra il punto di ebollizione dell’acqua e quello dell’olio, o un qualsiasi altro combustibile petrolchimico.
Il primo fattore fa sì che, una volta versata l’acqua sull’incendio, questa precipiti sul fondo vanificando l’azione di estinzione del fuoco. Arrivata sul fondo entra in gioco il secondo fattore: l’enorme quantità di calore causa l’immediata evaporazione dell’acqua sul fondo e al tempo stesso ne moltiplica il suo volume iniziale fino a millesettecento volte. Di conseguenza, l’aumento di volume dell’acqua provoca un’esplosione in grado di spingere il combustibile verso l’alto e provocare la tipica fiammata del boil-over. È evidente, quindi, che se Giacomo fosse stato più grande e avesse avuto la possibilità di studiare chimica a scuola non avrebbe versato l’acqua sul viso della mamma dopo che il papà ci aveva buttato dell’olio bollente.
Paolo Di Luzio

