Un bunker sotterraneo, quaranta donne intrappolate: il classico “Io che non ho conosciuto gli uomini” di Jacqueline Harpman arriva alla sua quinta ristampa del 2025

 Un bunker sotterraneo, quaranta donne intrappolate: il classico “Io che non ho conosciuto gli uomini” di Jacqueline Harpman arriva alla sua quinta ristampa del 2025

Io che non ho conosciuto gli uomini, pubblicato inizialmente in Francia nel 1995 col titolo Moi qui n’ai pas connu les hommes, l’opera di Jacqueline Harpman ha subito ricevuto l’elogio della critica, senza però ottenere un immediato successo. Negli ultimi anni, grazie al passaparola dei social, il testo è stato riscoperto, ed è approdato anche in Italia nel 2024 a Blackie edizioni.

Io che non ho conosciuto gli uomini di Jacqueline Harpman: la trama del libro

Un bunker sotterraneo, quaranta donne intrappolate e nessuna memoria di come ci siano finite. Tra loro c’è una ragazza senza nome che tutte chiamano «la piccola» (che è anche io-narrante della storia): non conserva alcun ricordo della sua vita prima del bunker e, fatto curioso, non sembra avere le mestruazioni. Ogni giorno trascorre uguale al precedente e niente sembra cambiare mai, finché improvvisamente le guardie spariscono, le porte si aprono e le prigioniere emergono nel mondo. La gioia per la libertà acquisita lascia però presto spazio alla disperazione, quando le donne comprendono che il mondo in cui sono tornate è tanto spoglio quanto lo è stato il loro passato.

Jacqueline Harpman: l’autrice del libro

Jacqueline Harpman (nata nel 1929 e morta nel 2012) è stata scrittrice e psicoanalista. Nata a Bruxelles in una famiglia ebraica, durante la Seconda guerra mondiale fu costretta a fuggire in Marocco per sfuggire alle persecuzioni naziste. La sua opera ha unito introspezione psicologica e tensione simbolica con un’attenzione alla condizione femminile.

Perché leggere il libro di Jacqueline Harpman

Si consiglia il romanzo Io che non ho conosciuto gli uomini di Jacqueline Harpman a chi vuole approfondire i temi della solitudine, della libertà, della speranza e della disperazione oltre che – ovviamente – l’importanza della figura femminile e di quella maschile per la perpetuazione della specie. La lettura stimola la riflessione e porta il lettore a non seguire passivamente l’evolversi degli eventi, quanto piuttosto a indagare gli stessi temi affrontati dalla protagonista.

 

A cura di David Valentini

Blam

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