Raccontare la Gen Z, tra ansia climatica, web e incertezza esistenziale: “Il mio primo libro” è l’esordio di Honor Levy
La generazione Z è composta da chi è nato fra la metà degli anni Novanta e i primissimi anni Dieci del nuovo millennio. Per motivi anagrafici, dunque, parliamo di persone giovanissime, che al più hanno una trentina d’anni. Alcuni di loro si stanno affacciando ora al mondo del lavoro e dell’età adulta. La statunitense Honor Levy, classe 1997, è una di loro e proprio lo scorso anno ha esordito con la sua raccolta di racconti il cui titolo inglese è My First Book (Penguin Random House), mentre in italiano è tradotto alla lettera da Mercurio Books con Il mio primo libro (2025).
Il mio primo libro di Honor Levy: la trama del libro
Abbiamo a che fare con una raccolta di racconti, alcuni già apparsi su riviste americane e qui riuniti insieme ad altri testi inediti. Molti sono racconti brevi inferiori a una decina di pagine, altri invece sono più strutturati. Hanno tutti un elemento in comune: protagonista è una persona molto giovane (spesso, ma non sempre, una ragazza), a volte adolescente, che riversa nella scrittura la propria quotidianità, raccontando delusioni, timori e interessi quotidiani ai limiti della forma diaristica, e infarcendo il tutto con un gergo da internet. È proprio il lavoro sul linguaggio l’elemento distintivo del libro: internet degli anni Dieci è trasposto nelle pagine sotto forma di gergo, appunto, ma anche di meme più o meno famosi e di sottocultura giovanile. È attraverso questo linguaggio evocativo e comprensibilissimo – per chi è cresciuto nel web e/o tutt’oggi ne fa largo uso – che Levy parla degli aspetti alla generazione Z, come l’ansia climatica, l’incertezza lavorativa ed esistenziale e la necessità di trovare una propria identità.
Honor Levy: l’autrice del libro
Nata a Los Angeles nel 1997, ha esordito sul «The New Yorker» a ventun anni. Sin dai primi racconti apparsi on line, si è affermata per il suo modo di intrecciare la realtà della propria generazione a un linguaggio «chronically on line», ossia in grado di descrivere persone che fanno largo uso di internet al punto da considerarlo una realtà parallela.
Perché leggere Il mio primo libro di Honor Levy
Si consiglia la lettura di questi racconti a chi vuole avvicinarsi e comprendere meglio la cultura e i problemi di una generazione che sta entrando ora nel mondo lavorativo e culturale, ma anche a chi crede che non sia più possibile considerare il web come qualcosa di separato e «altro» rispetto alla nostra quotidianità.
A cura di David Valentini

