Cosa significa diventare adulti quando si nasce e si cresce ai margini? “GAP – Grottesco Adolescenziale Periferico” è l’ultimo romanzo di Placido Di Stefano
In una Milano lontana dai soliti stereotipi, tre ragazzi cercano di fuggire da una periferia con un nome che è tutto un programma: Inganni. La loro fuga però non è fisica, letterale: cercano di fuggire attraverso l’arte. GAP – Grottesco Adolescenziale Periferico (Neo edizioni, 2025) di Placido Di Stefano, terzo classificato al premio nazionale di narrativa Neo edizioni, è la storia di un tentativo non perfettamente riuscito di redenzione.
GAP di Placido Di Stefano: la trama del libro
Fedor – questo il curioso nome del protagonista – ha sedici anni ed è di bell’aspetto. Ha da poco perso la madre, di cui ha tentato disperatamente di prendersi cura insieme alla sorella Frida. La morte del genitore, però, oltre ad averlo lasciato esposto ai pericoli della periferia in cui vive, lo ha anche portato a fare uso di fentanyl. Per procurarsi le dosi, incontra in segreto uomini disposti a pagare cifre altissime per sfogare le proprie frustrazioni attraverso atti maniacali e sessioni di gioco di ruolo al limite del perverso. Durante il giorno, però, Fedor è anche un sedicenne qualunque: è innamorato di una ragazza che sembra ricambiare e che vuole tenere lontana dalla sua seconda. Inoltre, insieme ai due amici «il Moro» e Leo si esercita, sperimenta e si improvvisa attore con il solo scopo di produrre dei corti attraverso i quali cambiare la propria vita. Com’è facile intuire, queste due vite sono quasi impossibili da conciliare.
Placido Di Stefano: chi è l’autore di GAP
È nato a Messina nel 1970. Suoi racconti sono stati pubblicati su riviste letterarie e antologie, spesso sotto lo pseudonimo di Dino Campari. Il suo primo romanzo Amami (Pequod, 2006) è stato finalista al premio Calvino 2004, al Premio Carver 2008. Ha pubblicato anche il romanzo L’Antibagno (Pequod, 2015).
Perché leggere GAP di Placido Di Stefano
Si consiglia questo romanzo a chi, già adulto da un po’, vuole provare a ricordare cosa voglia dire essere adolescenti complicati. Fedor è un ragazzo con cui è facile empatizzare, ha avuto una vita semplice finché non è diventata d’un tratto terribilmente complessa. Seguirlo in questi suoi tentativi maldestri di uscire vivo dalle proprie giornate è altamente catartico.
A cura di David Valentini

