10 romanzi cavallereschi: i nostri consigli di lettura

 10 romanzi cavallereschi: i nostri consigli di lettura

La letteratura cavalleresca nasce in Francia all’inizio dell’anno mille parallelamente al sorgere della nobiltà feudale. Il tema centrale attorno a cui ruotano le opere è la figura del cavaliere, personaggio che difende i valori e gli ideali di purezza, libertà, generosità, devozione a Dio e alla patria. Sono due i filoni entro cui analizzare questo tipo di letteratura: il ciclo carolingio e il ciclo bretone. Il primo parla dei valori più alti della società aristocratica; il secondo, invece, tratta le leggende dei celti e la storia mitologica delle isole britanniche, in particolare re Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda. Proprio al fine di riscoprire le vicende medievali, forniamo, di seguito, in ordine cronologico, alcuni tra i più grandi romanzi cavallereschi della storia della letteratura. Buona lettura!

Romanzi cavallereschi da leggere: la lista

Chanson de Roland di Turoldo

Appartenente proprio al ciclo carolingio e considerata una delle prime opere della letteratura francese è la Chanson de Roland, scritta da Turoldo nell’XI secolo. Come indica il titolo, protagonista è Rolando, paladino e nipote di Carlo Magno. L’opera tratta delle imprese contro gli arabi, celebrate come guerre sante. Il testo è scritto in lingua d’oïl ed è costituito da 4002 décasyllabes. Oggi, restano vari manoscritti, segno del grande successo dell’opera nel corso dei secoli.

 

Poema del mio Cid

Sulla stessa scia della Chanson de Roland è il Poema del mio Cid, forse uno dei primi testi letterari in spagnolo. L’autore è sconosciuto e l’opera ha come protagonista il condottiero Rodrigo Díaz de Vivar, noto come El Cid, un nobile castigliano che conquistò Valencia nel 1094. Si divide in tre capitoli: il canto dell’esilio, il canto delle nozze e il canto dell’affronto di Corpes. Anche qui si sottolineano alcuni valori tipici del tempo, quali l’orgoglio cavalleresco, insieme alla fedeltà al sovrano, e la pietas cristiana.

 

Cligès di Chrétien de Troyes

Romanzo del 1176, Cligès parla dell’omonimo protagonista, facente parte della famiglia dell’imperatore di Costantinopoli. Questa volta si fa riferimento alla corte di re Artù, presso cui si reca il padre, Alessandro, per farsi nominare suo cavaliere. È in questa occasione che incontra una damigella della regina Ginevra, Soredamor, se ne innamora e la sposa. Da qui inizia il racconto della famiglia di Alessandro, prima, e di quella di Cligès, dopo, tra amori e avventure appassionanti.

 

Roman de la rose di Guillaume de Lorris e Jean de Meun

Roman de la Rose è uno tra i poemi allegorici più noti della letteratura medievale, fu iniziato da Guillaume de Lorris nel 1237 per poi essere ripreso e completato tra il 1275 e il 1280 da Jean de Meung. La storia ha inizio con il racconto di un sogno fatto dal primo autore quando aveva vent’anni. La rosa, indicata nel titolo, fa riferimento al sesso della donna amata dall’io narrante e, per metonimia, all’amata stessa. È solo nella seconda parte dell’opera, scritta molti anni dopo, che, con l’aiuto della dea Venere, viene consumato l’atto d’amore.

 

Morgante di Luigi Pulci

Passando alla tradizione italiana – ma ci torneremo a breve – nel 1478 viene pubblicato il capolavoro di Luigi Pulci, Morgante, un’opera che si divide in due parti, la prima contiene la narrazione di un cantare popolaresco dell’epoca, l’Orlando, mentre la seconda parla della rotta di Roncisvalle, che trae ispirazione dal poemetto La Spagna. Il personaggio di Morgante, che dà il titolo all’opera, non è altro che un gigante convertito alla fede cristiana grazie a Orlando. L’opera è scritta in cantari, adatti allo stile giullaresco e alla recitazione in pubblico.

 

La morte di Artù di Thomas Malory

Sir Thomas Malory nel 1470 circa decide di raccogliere tutte le storie, inglesi e francesi, su re Artù e scrive The Hoole Book of Kyng Arthur and of His Noble Knyghtes of The Rounde Table (letteralmente Il libro completo su re Artù e i suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda). Il titolo viene poi mutato in La morte di Artù (o Le Morte d’Arthur) da William Caxton che pubblica l’opera nel 1485. Le storie principali sono otto: nascita e crescita di Artù, la guerra di Artù contro i romani, il libro di Lancillotto, il libro di Gareth, Tristano e Isotta, la ricerca del Santo Graal, la relazione tra Lancillotto e Ginevra, la rottura tra i cavalieri della Tavola Rotonda e la morte di Artù.

 

Orlando furioso di Ludovico Ariosto

Torniamo in Italia con una delle più grandi opere della letteratura italiana e mondiale, l’Orlando furioso, poema cavalleresco scritto da Ludovico Ariosto e pubblicato a Ferrara nel 1516. L’ispirazione viene dall’Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo e la tecnica usata dall’autore è quella dell’entrelacement, tipica della letteratura medievale, che consiste nel continuo intrecciarsi delle vicende dei personaggi. Noto è l’incipit del poema che ne spiega i temi principali: «Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, / le cortesie, l’audaci imprese io canto…».

 

La Gerusalemme liberata di Torquato Tasso

Composto nel 1875 e pubblicato nel 1581, La Gerusalemme liberata è un poema epico-eroico di Torquato Tasso, ambientato nell’anno mille durante il periodo delle crociate. In particolare, si parla dell’ultimo anno di permanenza dei crociati in Terrasanta e dell’assedio finale alla città di Gerusalemme, che si conclude con la conquista del Sepolcro da parte di Goffredo di Buglione, designato capitano delle forze cristiane, grazie all’intervento divino dell’arcangelo Gabriele. Pertanto, evidente è, anche qui, il motivo religioso tipico della letteratura cavalleresca.

 

Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes Saavedra

«Il sangue si eredita, ma la virtù si acquista, e la virtù vale di per sé quel che il sangue non vale». Così scrive Miguel de Cervantes Saavedra, autore di una delle opere più significative della letteratura spagnola Don Chisciotte della Mancia, romanzo appartenente al genere cavalleresco ma con elementi tipici della letteratura picaresca. Siamo nel XVII secolo, ma anche in questo caso la vicenda è ambientata al tempo dei cavalieri. Nella prima parte del libro vi è una spiegazione dello scrittore che afferma di aver preso spunto da un testo arabo da lui tradotto. Protagonista è Don Alonso Quijano, un nobile della regione spagnola della Mancia, accanito lettore di romanzi cavallereschi, tanto da convincersi di essere lui stesso un cavaliere errante.

 

Ivanhoe di Walter Scott

Concludiamo con un romanzo cavalleresco più recente, Ivanhoe, pubblicato da Walter Scott nel 1819. La storia si svolge nell’Inghilterra del XII secolo e ha come sfondo i contrasti tra sassoni e normanni. Wilfred di Ivanhoe è figlio di Sir Cedric di Rotherwood, un nobile sassone fedele alle tradizioni del suo popolo; il ragazzo si innamora di Lady Rowena, pupilla di Sir Cedric, che però è già promessa sposa a un altro. Il tema amoroso si intreccia con quello guerresco a sua volta legato ai valori di fedeltà alla patria.

A cura di Giusi Chiofalo

Giusi Chiofalo

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