Come sono fatti i silent book? Ecco 10 libri senza parole da leggere

 Come sono fatti i silent book? Ecco 10 libri senza parole da leggere

Geniali, transculturali, semplicemente per tutti, i silent book sono molto più che semplici libri illustrati. La loro peculiarità sta nell’essere composti esclusivamente da immagini, e nel riuscire a raccontare senza usare le parole. L’unicità della loro forma espositiva, il racconto per immagini appunto, permette di valicare e trascendere i confini – si pensi all’età del lettore preferenziale o alla sua lingua – che la narrativa «classica» pone suo malgrado.

Quest’idea rivoluzionaria, e per certi versi pionieristica, ha visto l’esordio assoluto in Italia alla fine degli anni Sessanta con Il palloncino rosso (Babalibri) di Iela Mari. Serviranno, però, almeno altri trent’anni perché i silent book si impongano davvero nel bel Paese, con la pubblicazione di autori da oltreoceano e dal Nord Europa e la ristampa e l’esordio di nuovi autori italiani.

10 silent book da leggere

L’approdo di Shaun Tan

Pluripremiato e acclamato a livello internazionale L’approdo è un romanzo di grande impatto emotivo, opera dell’illustratore Shaun Tan. Pubblicato nel 2016 da Tunué, è caratterizzato da una serie di diapositive che sembrano provenire dal monumentale archivio di Ellis Island. In un mondo in bianco e nero si muovono rifugiati e migranti; uno di loro è costretto a partire per raggiungere una terra lontana, lasciandosi alle spalle famiglia e povertà. L’inevitabile ricerca della fortuna sarà tortuosa e piena di insidie ma fatta anche di speranze e di spirito di sopravvivenza. Dedicato a tutti quelli che si sono messi in viaggio, questo è anche un tributo all’ignoto, foriero non solo di incertezze ma anche di possibilità.

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Rumore di Luca Ralli

Edito da Carthusia (2019), questo recente lavoro dell’ottimo fumettista Luca Ralli è interamente giocato sull’antitesi tra il rumore (del titolo) – caotico, veloce e artificiale – e il silenzio, unico viatico per la riconciliazione con una natura governata dalla calma e dalla tranquillità. Questo silent book in bianco e nero mette al centro della narrazione un giovane che, nel suo quotidiano rincasare, passa attraverso diversi scenari, tutti all’insegna del rumore e della confusione. Per combattere il marasma della contemporaneità, il giovane decide di isolarsi e abbracciare un silenzio militante, riuscendo a vincere il frastuono che si profila sulla soglia con linee ombrose e affilate.

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Il figlio unico di Guojing

Guojing, autrice cinese cresciuta durante i controversi anni della politica del figlio unico, trasfigura la propria esperienza biografica in questa favola onirica, edita da Mondadori (2017).

La bambina protagonista vive infinite giornate di solitudine a casa, proprio come l’autrice, costretta a crescere da sola mentre i genitori sono fuori per lavoro. Ed è proprio durante uno di questi giorni che decide di andare a trovare la nonna, smarrendo però la retta via. Aiutata e coccolata da un cervo, da un omino-nuvola e da altre creature fantastiche, vivrà con loro un’esperienza magica e surreale. L’uso sapiente della matita – un nero su bianco dai contorni dolci e morbidi – dà a Il figlio unico l’intensità dell’epopea leggendaria.

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Cercasi gamba! di Irene Frigo

Una delle uscite più recenti è il divertentissimo libro di Irene Frigo: un inno alla creatività e alla capacità di adattamento. Cercasi gamba! (Carthusia, 2023) è l’eloquente titolo di questo silent dai colori intensi, in cui ad aver bisogno di una gamba è una sedia abbandonata, che subirà una serie di «attacchi d’arte» da parte dei personaggi più strambi. Dedicato «a coloro che cercano soluzioni bizzarre», è concepito come un susseguirsi di rimedi posticci, ma comunque interessanti, tutti messi in atto con l’obiettivo di infondere nuova linfa vitale a una povera sedia gialla. Rappresentazione illustrata di un panta rei sempre attuale, Cercasi gamba! stuzzica la creatività ma anche la riflessione su una realtà in continuo divenire, in cui neanche le geniali intuizioni di oggi ci assicurano certezze sul domani.

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Il segreto della fontana blu di Kyung-Sik Choi

Quasi senza parole, ma dotato di una grande carica immaginifica, Il segreto della fontana blu (Terre di Mezzo, 2017) è opera dell’illustratore coreano Kyung-Sik Choi. Ambientato durante una delle più torride estati di sempre, racconta di una fontana secca al centro di un cortile in mezzo ai grattacieli tipici delle grandi metropoli. È proprio qui che un bambino, giocando e usando la fontana come portale tra realtà e finzione, si imbatte in una balena volante uscita dal sottosuolo. Dall’arida canicola estiva il protagonista partirà in groppa al cetaceo alla scoperta di un bagnatissimo mondo azzurrino, fatto di mare e fantasia. Asciutto e umido, realtà e fantasia. Il segreto della fontana blu è tutto qui, nello spazio di una distanza non incolmabile.

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Via della gentilezza di Marta Bartolj

Al debutto come autrice di silent book, la slovena Marta Bartolj confeziona una storia dolce fatta di buone intenzioni. Uscita per Terre di Mezzo nel 2021, racconta di una ragazza che regala una mela a un’artista di strada, mentre affigge volantini, alla ricerca del proprio cane smarrito. A tutto ciò assiste un ragazzo che, istintivamente, raccoglie l’immondizia di uno scriteriato passante, evidentemente a digiuno di educazione. Inizia così l’ondata di amore e buoni esempi di Via della gentilezza, una storia fatta di piccoli gesti e attenzioni impercettibili. Ben visibili sono invece i dettagli, tinti di un rosso acceso, usati per ritrarre millimetricamente la gentilezza stessa, protagonista di questa «fiera dell’Est» dai risvolti sociali.

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Nello spazio di uno sguardo di Tom Haugomat

Premio Andersen 2020, questa favola sul sogno di volare è un autentico sguardo sui grandi eventi del Novecento, dal punto di vista di Rodney, nato in Alaska nel 1956. Tom Haugomat, autore tutto colori forti e paesaggi da cartolina vintage, tenendo fede al suo stile, illustra questa fiaba che si dipana dalla nascita del protagonista attraverso tutto il XX secolo, realizzando di fatto un’epopea degna dei migliori cineasti della Storia. Un po’ Forrest Gump, un po’ The Truman Show, la vita del protagonista, tra gioie e dolori, si intreccia con quella del mondo intero, segnato da catastrofi ed eventi epocali. Grazie a un geniale gioco di binocoli, telescopi e schermi, il lettore si può immedesimare in Rodney, perennemente col naso all’insù, a sognare a occhi aperti lo spazio sconfinato.

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Miramuri di Massimiliano Tappari e Alessandro Sanna

Fotografo il primo, illustratore il secondo. Ecco gli autori di Miramuri (Terre di Mezzo, 2015), progetto interdisciplinare creato dal connubio di foto in bianco e nero e graffiti fittizi, che inaugura una nuova stagione narrativa. L’uso delle immagini è studiato in modo da proporre al lettore un rebus composto da due inquadrature, sul quale scervellarsi con creatività e fantasia.

La soluzione, presentata nella pagina successiva, è proprio quello che Tappari e Sanna ci vogliono raccontare con la loro collaborazione: saper reinterpretare la realtà che ci circonda, soprattutto prestando attenzione ai dettagli. L’interessante composizione, che accosta fotografia e disegno a formare delle quartine in rima incrociata ABBA, conferma che non sempre la poesia ha bisogno di parole.

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Viaggio di Aaron Becker

Quale bambino non ha mai sognato di evadere dalla noia di una giornata solitaria e scolorita? E se bastassero solamente un gessetto colorato e un po’ di magia per scappare dalla cameretta e intraprendere un’avventura degna di questo nome? È questa la premessa di Viaggio (Feltrinelli, 2015) di Aaron Becker, visionario autore disneyano. La storia ruota attorno a una bambina che, in una giornata grigia, decide di disegnare una porticina sul muro della cameretta e da lì prendere il volo. Colori, fantasia e una buona dose di pericoli compongono il primo capitolo di una fortunata trilogia che ha tutto per essere sia un silent book di formazione, sia una bellissima allegoria sulla vita come realizzazione di sogni e desideri.

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Il pacco da giù di Chiara Spinelli

L’esaltazione di un’usanza tutta italiana, figlia della globalizzazione e del boom economico, Il pacco da giù è un silent book di Chiara Spinelli, educatrice per l’infanzia. Puntando sull’essenzialità e sui pennarelli dai colori vivaci, Spinelli «fa parlare» il pacco pieno di cibo che i genitori del Sud sono soliti spedire ai figli, trasferitisi al Nord. Quali che siano le città coinvolte, il racconto punta dritto agli affetti e al legame con le proprie radici, specie se lontane. Il senso dei pacchi da giù è proprio questo: trascendere lo spazio e il tempo, come dei wormhole artigianali a uso e consumo di chi è distante dai propri cari. Il libro edito da Quinto Quarto (2022) riesce a strappare un sorriso, e una lacrima, a tutti quelli che hanno avuto l’occasione di rivedere sé stessi in questa nostalgica celebrazione del mos maiorum casalingo.

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Fiume lento. Un viaggio lungo il Po di Alessandro Sanna

Con questo «cantico» al Po, edito da Rizzoli nel 2019, il pluridecorato Alessandro Sanna realizza un lungo e intenso acquerello sulla vita e la morte, articolato in quattro stagioni, tutte in riva al fiume. Dall’alluvione autunnale del 1951 alla sagra primaverile, ogni striscia orizzontale è un elogio alla vita e all’acqua come fonte primordiale. Il miracolo della creazione viene ripreso nel quadro narrativo dedicato alla nascita di un vitellino nel cuore dell’inverno, che con i suoi colori freddi e scuri fa da contraltare all’atmosfera esotica del circo estivo, tributo al pittore Antonio Ligabue. Quattro stagioni, un solo attore principale e tantissime pennellate per un silent book vincitore del super premio Andersen 2014 e già cult del genere.

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A cura di Milo Salso

Milo Salso

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