Gli imprevisti che migliorano la giornata: «La sigaretta della sera» è il racconto di Alice Zanoni

 Gli imprevisti che migliorano la giornata: «La sigaretta della sera» è il racconto di Alice Zanoni

Illustrazione di Vecchia Jane

L’avvocato Costamagna era solito fumare un’ultima sigaretta prima di andare a dormire affacciato alla finestra di camera sua. Da lì aveva una bella vista sulla piazza principale del suo paese, Borgo San Dalmazzo, di cui era stato eletto sindaco pochi mesi prima, dopo aver vinto al ballottaggio contro il dottor Giachino (che di lavoro, invece, faceva il pediatra). Il protagonista della visuale era il campanile della chiesa di San Giacomo. Alto quasi sessanta metri, era stato costruito dai frati nel 1786 per chiamare alla messa i fedeli del paese e delle frazioni circostanti. Secondo il Costamagna, che aveva frequentato un semestre di Architettura all’università, non era un granché, ma insieme al resto della chiesa era l’edificio più antico di tutta Borgo San Dalmazzo. Di lì a poco avrebbe dovuto valutarne un’eventuale ristrutturazione. Per adesso aveva iniziato a sistemare la pavimentazione della piazza, di cui osservava lo stato dei lavori mentre finiva la sua sigaretta. Quella sera era andato a dormire soddisfatto, visto che il cantiere gli sembrava a buon punto.

La mattina seguente si era alzato molto presto ed era andato subito a fumare alla finestra. Il panorama, però, sembrava diverso dalla sera prima ma non riusciva bene a capire il perché. I lavori erano allo stesso punto, le case che circondavano la piazza erano dello stesso colore e la chiesa aveva lo stesso portone. Mentre si interrogava su cosa potesse esserci di diverso, aveva ricevuto una telefonata da uno dei suoi più stretti collaboratori:

«Signor sindaco, non riesco a capire come possa essere capitata una cosa del genere…»

«Ch’è successo?»

«La piazza, signor sindaco. Non l’ha notato mentre fumava la sua sigaretta mattutina?» (tutti sapevano del suo tabagismo).

«Mi stavo giusto domandando cosa ci fosse di strano. Sono sbocciate le magnolie?»

«Ma no, signor sindaco, il campanile! Non si è accorto che è scomparso?»

Se da un lato il Costamagna non aveva notato subito la scomparsa di una torre alta quasi sessanta metri che se ne stava proprio davanti alla sua finestra, ci avevano fatto caso, invece, i suoi concittadini che si erano radunati tutti in piazza nelle ore successive per vedere la scena del misfatto coi propri occhi. Tra di loro c’era anche il dottor Giachino che, vista l’emergenza, aveva sospeso i controlli per le vaccinazioni antipolio programmati per quella giornata (anche se a dire il vero non erano poi così tanti visto che di questi tempi vaccinarsi è un po’ fuori moda). Lo sfidante era riuscito a raccogliere un po’ di consensi con cui aveva chiesto a gran voce una riunione per tutta la cittadinanza nel municipio del paese per parlare dell’accaduto. Il sindaco Costamagna, che fino a quel momento non aveva fatto altro che starsene a fumare alla finestra, aveva accettato, su consiglio del resto della giunta. La riunione era stata fissata per le 16:30 e si erano presentati tutti i cittadini di Borgo San Dalmazzo, tranne uno: don Luigi. Il parroco della chiesa di San Giacomo, infatti, era in vacanza a Santa Margherita Ligure. Nessuno aveva ancora avvisato il sacerdote dell’accaduto, poiché era molto attaccato a quel campanile e si temeva che un tale shock potesse causargli un altro infarto come quello dell’estate del 2003. Alla riunione vennero discusse le teorie più disparate sulla scomparsa della torre.

La signora Buffetti sosteneva, in pieno accordo con quello che le suggeriva la sua cartomante, che fosse stato demolito anni prima, soltanto che nessuno se n’era accorto perché l’intero paese era rimasto incastrato in una bolla spazio-temporale. Il signor Furlan, invece, credeva che fosse colpa di quelli del paese di fianco (Roccasparvera), che lo avevano rubato nella notte per sostituirlo al loro ch’era sette metri più basso. Il figlio della signora Vespri, però, era stato a Roccasparvera in mattinata e non aveva visto da nessuna parte il campanile della chiesa di San Giacomo. La teoria della famiglia Morselli, invece, era che l’avessero rubato gli alieni, per portarlo in Egitto, come risarcimento per quegli obelischi che gli europei avevano rubato loro tanti anni fa. L’ingegner Lorenzi, che aveva perso ore di prezioso lavoro per partecipare a questa riunione inconcludente, se n’era andato spazientito dopo aver suggerito di comprare un nuovo campanile su Amazon.

Alla fine della giornata nessuna delle varie ipotesi sembrava una valida giustificazione dell’accaduto e il sindaco Costamagna se n’era tornato a casa frastornato da tutto quel gran baccano. Aveva deciso che sarebbe andato a dormire presto e così, subito dopo cena, si era lavato i denti ed era andato a fumare l’ultima sigaretta affacciato alla finestra della camera. Le sorprese, però, non erano ancora finite. La visuale, liberata dall’opprimente torre campanaria, lasciava finalmente spazio alla luna, che illuminava dolcemente tutte le tegole dei tetti. In tutti quegli anni, il Costamagna non aveva mai visto la piazza così e tanto ne era rimasto innamorato da essersi fumato tutto il pacchetto. Spegnendo l’ultima sigaretta, quella sera, aveva pensato che, alla fine, chi si era portato via il campanile gli aveva fatto davvero un grande favore.

 

Alice Zanoni

Blam

Articoli Correlati

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *