menodramma di Maria Castellitto: un romanzo d’esordio che racconta l’insoddisfazione di una generazione. Recensione

 menodramma di Maria Castellitto: un romanzo d’esordio che racconta l’insoddisfazione di una generazione. Recensione

Figlia d’arte (i suoi genitori sono Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini), Maria Castellitto, classe 1997, ha studiato Filosofia presso la School of Oriental and African Studies di Londra e ha collaborato con diverse testate giornalistiche. menodramma (Marsilio, 2023), volutamente scritto con l’iniziale minuscola, è il suo esordio letterario; un romanzo che racconta l’insoddisfazione, la malinconia e la noia di una generazione che vive nella nostalgia del presente e affronta l’incertezza del futuro. In menodramma, la protagonista Duna, alter ego dell’autrice, cerca di dare un senso al proprio dramma esistenziale, lottando contro l’idea che il suicidio rappresenti l’unica forma di liberazione possibile.

menodramma di Maria Castellitto: la trama del libro

Duna Solenni ha «ventitré anni inoltrati», una laurea in Filosofia alla prestigiosa School of Oriental and African Studies di Londra e un monotono lavoro in una casa produttrice per la quale legge e valuta sceneggiature di registi dal discutibile talento. La vita di Duna si divide tra le lunghe ore trascorse alla scrivania dell’ufficio condiviso con Martin, un collega più anziano innamorato di lei, e le passeggiate solitarie per le vie di una Londra sempre più frenetica. Ogni tanto si lascia trascinare da Gaya in qualche festa che offre alcol e droghe di ogni tipo o va a trovare Alexander, l’amico conosciuto all’università, nella clinica psichiatrica presso cui è in cura, per giocare con lui a indovinare vecchi slogan pubblicitari. Ripensa spesso al passato, all’amore finito con Nico, all’amicizia liceale con Veronica e a quel suo romanzo lasciato incompiuto che parlava di un pazzo con una mannaia. Duna vive la sua giovinezza senza più sentirsi giovane ed è oppressa da un senso di insoddisfazione che la porta sempre più di frequente ad attraversare il Blackfriars Bridge, con l’unico costante pensiero di gettarsi nel Tamigi.

Una notte, di ritorno da una festa trascorsa in compagnia di Clement, un famoso cantante di cui si è innamorata senza essere ricambiata, mentre passa sul solito ponte, un uomo barcollante le si avvicina con una pistola in mano. L’uomo, un padre di famiglia vessato dai debiti e con una cospicua assicurazione sulla vita, consegna la pistola a Duna e le chiede di ammazzarlo. In una scena che ha i contorni di un incubo, Duna dovrà scegliere se premere il grilletto sapendo che, qualunque decisione prenderà, la sua vita a Londra non sarà più la stessa.

La nostalgia del presente e l’incertezza del futuro

«Non essere più giovani. Com’è possibile vivere e non essere più giovani? Questa domanda si stagliava come luce nel buio ma non illuminava risposte giuste. Questa domanda si inabissava come un tramonto veloce all’alba lenta dei nostri diciannove anni, e da quel giorno non avrebbe più smesso di torturarmi. Quel giorno scopro un mio dramma: la nostalgia del presente».

Duna è consapevole di vivere quel momento della giovinezza in cui la spensieratezza finisce e lascia spazio alle preoccupazioni. Gravata da un passato ormai trascorso e incapace di vivere un presente sul quale sente di non avere controllo, Duna è l’emblema di una generazione intera: quella incalzata dal leitmotiv «tu puoi fare tutto» e alla quale risulta impossibile fare i conti con un futuro ogni giorno più incerto. In menodramma, la dimensione generazionale di questa disperazione si declina in varie forme: la follia di Alexander, costretto a ricorrere a cure psichiatriche, l’euforia irrequieta di Gaya e i pensieri suicidi di Duna che vede in questo gesto estremo l’unica via di liberazione. Solo l’incontro con l’uomo con la pistola sul Blackfriars Bridge permetterà a Duna di osservarsi con sincerità e di imparare ad apprezzare la sua vita.

La scrittura di Maria Castellitto in menodramma

Maria Castellitto alterna colte citazioni filosofiche a riferimenti alla cultura pop, riflessioni malinconiche a un tagliente umorismo nero. La narrazione segue il rapido flusso dei pensieri di Duna, protagonista e voce narrante, mentre i piani temporali del passato e del presente si intrecciano e sovrappongono. I periodi brevi e costellati da punti interrogativi contribuiscono a rendere ancora più incalzante il ritmo narrativo.

 

A cura di Francesca Cocchi

Blam

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