Le sette lune di Maali Almeida di Shehan Karunatilaka: la ghost story che si è aggiudicata il Booker Prize 2022. Recensione

 Le sette lune di Maali Almeida di Shehan Karunatilaka: la ghost story che si è aggiudicata il Booker Prize 2022. Recensione

Lo scrittore srilankese Shehan Karunatilaka arriva in Italia con il romanzo che gli è valso la vittoria del Booker Prize 2022: Le sette lune di Maali Almeida, edito da Fazi (2023), tradotto da Silvia Castoldi e pubblicato in più di venti Paesi. Già vincitore del Commonwealth Book Prize, il Gratiaen Prize e il DSC Prize for South Asian Literature con il libro d’esordio Chinaman, Karunatilaka in questo secondo romanzo consegna al lettore una ghost story con venature thriller le cui vicende, inserite nel contesto della guerra civile in Sri Lanka, si snodano in due realtà “adiacenti” e in un certo senso comunicanti: quella terrena, ovvero la città di Colombo lacerata da massacri e violenze intestine; e quella ultraterrena, un aldilà metafisico popolato dalle anime e dai fantasmi di coloro che di quei massacri sono stati vittime.

Le sette lune di Maali Almeida di Shehan Karunatilaka: la trama del libro

Colombo, 1990. Maali Almeida Kabalana, «fotografo, giocatore d’azzardo e puttana», è un fotoreporter di guerra che collabora con l’esercito dello Sri Lanka, l’Associated Press e altre agenzie di stampa. Quando si risveglia morto in un aldilà molto simile a una sala d’aspetto, Almeida pensa in principio di trovarsi in un sogno dal quale teme di non riuscire a svegliarsi. È circondato, infatti, da sagome di persone dai contorni sfocati e facce color talco che non riconosce, alcune delle quali indossano camici d’ospedale e forniscono informazioni di routine da dietro un bancone, altre invece portano indumenti macchiati di sangue e sono mutile di uno o più arti. Si tratta delle anime di persone defunte che, come lui, si sono trovate catapultate in questa specie di ambulatorio celestiale, chiamato il Mezzo.

Almeida – con al collo ancora le sue collanine e la fidata Nikon – non ricorda le circostanze della sua morte e ha a disposizione una sola settimana di tempo – le sette lune che danno il titolo al romanzo – per ricordare cosa gli è successo ed entrare nella Luce, l’ultima tappa del viaggio ultraterreno che garantisce a tutte le anime un riposo eterno e senza più dolore. Ma come accade sulla terra, anche qui è tutta questione di scelte: dimenticare e abbandonarsi per sempre a un dolce oblio, oppure vendicarsi di chi ci ha voluto morti?

Anche l’indagine sulla sua sparizione si dispiega sui due livelli: il regno dei vivi e quello dei morti. Nel primo, infatti, Dilan Dharmendran – amore proibito di Almeida e figlio di un ministro del governo –, la cugina Jaki e la polizia si mettono sulle tracce del fotografo scomparso il cui corpo viene identificato in uno dei quindici cadaveri trovati sulle rive del lago Beira. Il caso diventerà anche affare di Stato quando si scoprirà che il fotoreporter era in possesso prima di morire di una scatola misteriosa contenente foto compromettenti «che avrebbero fatto cadere governi e tremare il mondo». Dall’altra parte, Almeida, in compagnia di spiriti e demoni dell’aldilà, segue il corso delle vicende guidato dai venti, e cerca di mettersi in contatto con i suoi amici per condurli alla verità e salvare loro la vita.

Un romanzo politico

Karunatilaka ha costruito con sapienza una detective story dai risvolti politici: l’espediente narrativo del corrispondente di guerra, che osserva dall’aldilà il presente e il passato, riporta alla luce la storia di un Paese intero, dilaniato dai conflitti che opponevano le etnie singalese e Tamil. Lo sfondo della narrazione è uno Sri Lanka altamente conservatore e conservativo, una terra malata e “maledetta”. Maali Almeida, alter ego dell’autore, denuncia, oltre che testimoniare in quanto fotoreporter, i crimini di una guerra che dal 1990 al 2000 ha provocato migliaia di morti, e mostra il volto oscuro e corrotto di politici, forze di polizia, soldati e giornalisti. Per Almeida non esistono buoni né cattivi, né in cielo né in terra, come non esiste una lotta tra Bene e Male. Soltanto gradazioni di cattiveria. E quella umana è di certo quella più temibile e crudele: «Non abbiate paura dei demoni; sono i vivi che dovremmo temere. Gli orrori umani battono qualunque cosa Hollywood o l’aldilà siano capaci di evocare. Ricordatevelo sempre quando incontrate un animale selvatico o uno spirito vagante. Non sono pericolosi quanto voi».

La scrittura di Shehan Karunatilaka in Le sette lune di Maali Almeida

L’autore ha la rara capacità di utilizzare l’arma bianca dell’ironia e del sarcasmo per guardare alla follia umana, e affrontare temi profondamente tragici come la guerra. Autore e protagonista si trovano in una situazione che possiamo considerare equivalente, osservando e raccontando il susseguirsi degli eventi da una prospettiva distaccata, aerea potremmo dire, che permette loro di acquisire una visione più lucida e nitida della storia che vogliono narrarci. I ritmi polizieschi creano un’atmosfera carica di suspence e tensione che tiene il lettore con il fiato sospeso fino all’inaspettato finale di questa storia epica.

 

A cura di Clara Frasca

Blam

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