Le città di carta di Dominique Fortier: un saggio poetico sulla vita di Emily Dickinson. Recensione

 Le città di carta di Dominique Fortier: un saggio poetico sulla vita di Emily Dickinson. Recensione

Nonostante le numerose biografie e gli studi su una delle figure più importanti della letteratura mondiale, Emily Dickinson resta avvolta nel mistero. Molti interrogativi non trovano risposta e probabilmente è questo che contribuisce ad alimentare il fascino che aleggia attorno alla poetessa solitaria. Partendo dai luoghi della sua vita, Dominique Fortier ricostruisce l’esistenza primariamente interiore della Dickinson, in un bellissimo saggio dai toni evocativi e poetici.

Le città di carta ovvero i luoghi abitati dalla presenza di Emily

Ripercorrendo i luoghi in cui Emily ha vissuto – Boston, Amherst e il seminario femminile di Mount Holyoke – la Fortier tratteggia le città di carta della poetessa. Luoghi evanescenti, sospesi, abitati ma che a loro volta hanno nutrito il suo mondo interiore. Appassionata sin da piccola di fiori e piante che raccoglie nel giardino di casa e che si diverte a collezionare in un erbario, Emily cresce a Amherst con gli amati fratelli Austin e Lavinia, e la cugina, nonché migliore amica, Sophia Holland. L’amore per la natura, continua fonte di meraviglia, non la abbandonerà mai, mentre i libri e la scrittura, a poco a poco diverranno il suo unico rifugio. L’esperienza di studio e crescita nel seminario femminile di Mount Holyoke è segnata dalla morte, che ripetutamente fa visita al collegio, portando con se molte compagne di studio e la stessa adorata cugina Sophia. È in seminario che Emily conosce la disciplina, la fatica ma anche la bellezza della poesia, ed è lì che realizza le sue ferme posizioni di rifiuto verso l’esistenza di Dio. Negli anni successivi trova consolazione nella scrittura e nel suo amato giardino e progressivamente sceglie di ritirarsi in questi due luoghi, sfuggendo così alle relazioni umane che appaiono ai suoi occhi sempre inevitabilmente deludenti. Alla compagnia dei suoi rari visitatori, preferisce di gran lunga quella delle parole con cui riempie foglietti di carta di riuso che ripone ossessivamente nel cassetto della scrivania, decisa a non pubblicare.

“Le parole sono fragili creature da spillare sulla carta. Volano per la stanza come farfalle. Oppure sono acari fuggiti dalla lana – farfalle cui mancano i colori e lo spirito di avventura.”  

Il ritiro alla vita solitaria

Il ritiro di Emily è progressivo e graduale, come se la poetessa cedesse alle inclinazioni solitarie della sua natura e decidesse semplicemente di assecondarle. Per quanto si cerchi nella sua vita un episodio, un dramma o una delusione, che possano giustificare la scelta della solitudine nella seconda metà della vita, alla Fortier appare molto più verosimile – e condivisibile – che il desiderio della Dickinson dipenda esclusivamente dalla sua spiccata sensibilità. Come se il mondo potesse in fondo concentrarsi tutto nella punta della penna che stringe tra le dita, come se la natura si potesse condensare nei suoi poemi.

“Scrive su carta, è vero, ma solo perché non può creare un album abbastanza grande da ospitare gli acquazzoni primaverili e i forti venti autunnali – perché non può realizzare un erbario di neve. Sogna poesie scritte con gli insetti, capaci di camminare da sole sulle lunghe zampe sottili (…) Emily sogna poesie da leggere negli astri, se finalmente imparassimo il linguaggio delle loro oscure costellazioni.”

Un saggio che tratta con amore e delicatezza la vita di una poetessa straordinaria

A più di un secolo di distanza dalla morte, la vita di Emily Dickinson è ancora oggetto di dibattito, studio e analisi. Con una scrittura raffinata e poetica, la Fortier apre spiragli di luce che illuminano la camera della Dickinson, trattando la materia con delicatezza e amore. I brevi paragrafi sono immagini luminose e silenziose della quotidianità della poetessa. Ne resta al lettore un senso di pace e bellezza che pervade i luoghi descritti e il desiderio di approfondire e scoprire ancora meglio le opere di questa straordinaria anima poetica.

“Ogni poema è una minuscola tomba eretta in memoria dell’invisibile.”

a cura di Silvia Ongibene @silviabookolica

 

Silvia Ognibene

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