“Contro il fatalismo”, la tesi di laurea di David Foster Wallace è un saggio sulla predeterminazione del destino e il libero arbitrio
Contro il fatalismo (Einaudi, 2026) approda ora in Italia per la prima volta: un testo scritto da David Foster Wallace nel 1985 come tesi di laurea in Filosofia. È un libro sorprendentemente limpido e insieme ostinato, costruito attorno a una domanda: se il futuro è predeterminato, che senso hanno le nostre scelte?
Contro il fatalismo di David Foster Wallace: di cosa parla il libro
Wallace prende le mosse dal ragionamento del filosofo Richard Taylor, secondo cui, se un evento futuro è destinato ad accadere, nessuna nostra decisione potrà impedirlo. Wallace ne ricostruisce con pazienza i passaggi logici, fino a individuare l’equivoco su cui si fonda: il fatto che un evento accadrà non implica per forza che debba accadere in maniera indipendente rispetto alle nostre azioni. Attraverso un’argomentazione meticolosa, Wallace mette alla prova i presupposti del fatalismo, costruendo una serrata difesa del libero arbitrio.
Un’indagine sul linguaggio e il ragionamento
Wallace conduce la sua indagine con un uso arguto della logica. Un problema filosofico diventa così un esercizio di precisione sul linguaggio e sul ragionamento. Le parole non sono mai neutre: una distinzione formulata male, una premessa data per scontata, un passaggio apparentemente innocuo possono cambiare completamente il senso di un’argomentazione. Da qui nasce anche una riflessione sui limiti del pensiero razionale, sulla nostra tendenza a costruire sistemi ordinati per governare ciò che nella realtà rimane ambiguo e imprevedibile. Il rigore filosofico convive così con l’ironia e con una certa diffidenza verso le risposte definitive. È forse questo il primo segnale di una scrittura che farà della complessità non un ostacolo, ma un terreno di creatività.
La scrittura di David Foster Wallace in Contro il fatalismo
Lo stile è già quello di Wallace: preciso, ironico e attentissimo alle pieghe del ragionamento. Non è però un testo sempre facile da seguire; in alcuni passaggi l’argomentazione procede attraverso distinzioni e passaggi logici molto analitici. È proprio questa ostinazione nel seguire il pensiero fino alle sue estreme conseguenze a rendere riconoscibile, già qui, la voce di Wallace.
A cura di Oriana Rodella

