Cosa c’entrano i libri con un omicidio? “L’assassino è all’ultima pagina” è l’ultimo romanzo di Elena Molini e Fabrizio Luisi

 Cosa c’entrano i libri con un omicidio? “L’assassino è all’ultima pagina” è l’ultimo romanzo di Elena Molini e Fabrizio Luisi

Esce per Mondadori L’assassino è all’ultima pagina di Elena Molini, già autrice, tra l’altro, di La piccola farmacia letteraria, e di Fabrizio Luisi, che unisce la professione di game designer a quella di scrittore.

L’assassino è all’ultima pagina di Elena Molini e Fabrizio Luisi: la trama del libro

Come nel romanzo precedente, la protagonista, Margherita Rinaldi, gestisce una libreria indipendente nel centro di Firenze. Ẻ una donna prossima alla pensione, divisa tra un amore totale e incondizionato per i libri, e un altrettanto viscerale odio verso il genere umano intero. A causa della sua tirchieria, ha accettato di prendere una stagista soltanto per poterla utilizzare come commessa senza pagarla. L’ha soprannominata «la stagista cretina», crudele e parziale anagramma del suo vero nome, che è Caterina. Una mattina arriva in libreria uno scatolone pieno di libri usati, regalo di persone che li ritengono semplici soprammobili, se non puro ciarpame. Margherita scopre però che la cassa di libri le è stata inviata come lascito testamentario da parte di un tale Bartolomeo Scala, personaggio che lei conosce benissimo e che continua a odiare nonostante sia appena scomparso. Tramite un abile artificio letterario, veniamo a sapere quello che era accaduto più di trent’anni prima tra Margherita e Bartolomeo e, contemporaneamente, capiamo che in quell’accozzaglia di libri ce n’è uno, soprannominato da Margherita «Frankenbook», dove il defunto ha sparpagliato indizi che dovrebbero servire a Margherita per capire chi lo vuole uccidere. Perché è di questo che si tratta alla fine: un’indagine per (sospetto) omicidio, condotta con tutti i crismi del caso, sospetti, ricerche on line, analisi dei testimoni, appostamenti. Ma, al tempo stesso, completamente anomala perché la pista principe da seguire è il Frankenbook, ossia il Frankenstein di Mary Shelley, sulle cui facciate sono state incollate decine e decine di pagine strappate da altri libri famosi.

Un’indagine all’insegna delle citazioni letterarie

In questo libro il lettore viene continuamente invitato a collaborare e a fornire la sua interpretazione. Numerosi sono estratti di testi famosi; dai russi come Tolstoj e Dostoevskij, ai «grandissimi Italiani» come Dante, Boccaccio, Ariosto, e non mancano poi Shakespeare, Jane Austen, Walter Scott, Agatha Christie, Edgar Allan Poe. Per continuare a giocare con il lettore, gli autori non rivelano mai la provenienza dei brani, in modo così da sfidarlo nella ricerca dell’assassino, e al tempo stesso consegnargli un excursus di sette secoli di letteratura. Il finale sarà «una performance alla Hercule Poirot», come anticipa Margherita, e cioè tutti i sospettati riuniti nel salotto buono per ascoltare il verdetto delle due investigatrici, Margherita e Caterina.

La scrittura di Elena Molini e Fabrizio Luisi in L’assassino è all’ultima pagina

In questo loro gioco con il lettore, gli autori ribadiscono a ogni pagina un amore immenso per i libri. Accanto a questa dichiarazione d’amore, non manca il grido di dolore per un’editoria in crisi perché, dice Margherita: «Ultimamente tutti volevano liberarsi dei libri, ma nessuno sembrava disposto ad acquistarne». Il romanzo è scritto in prima persona così da rendere più diretto lo scambio con il lettore. Il linguaggio è semplice, diretto, il periodare è breve, i dialoghi che instaura Margherita sono ironici, canzonatori, le sue descrizioni di luoghi e personaggi dettagliati, non privi di un certo sarcasmo.

A cura di Mariangela Maretti

Blam

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