Cosa vuol dire avere un rapporto conflittuale con il proprio sé? «Guardami» è il racconto di Marta Grima
Illustrazione di Angela Barbiera
21 novembre 2021
Nadia trova nella cassetta della posta una foto spiegazzata. O meglio, è suo fratello Enrico a trovarla in mezzo alle lettere della banca e dei volantini pubblicitari.
«È per te» le dice.
«E tu che ne sai?»
«A me nessuno lascerebbe una cosa del genere.» Enrico soffia un palloncino con la gomma da masticare ed entra in casa senza staccare gli occhi dal telefono. Nadia rimane da sola con un’immagine che conosce bene. Nella foto c’è una tela su un cavalletto che ritrae una sagoma nera su sfondo blu scuro, in piedi e di profilo. Una sigaretta tra le dita della mano sinistra è sospesa all’altezza della bocca semiaperta; l’altro braccio pende lungo il busto leggermente inarcato all’indietro. Il peso poggia per intero sulla gamba destra, mentre l’altra si protende di lato, con un’aria di superiorità. Dietro il foglio c’è scritto: «Maschera».
Nadia ripensa alla sera prima: ubriaca di gin tonic, col sudore tra i seni mezzi scoperti, la lingua inquieta, il formicolio nel basso ventre, il sesso in macchina con Paolo. Accartoccia la foto e la infila nel marsupio. Apre il portone e urla al fratello: «Andiamo, nonna ci aspetta per pranzo!».
28 novembre 2021
Nadia mostra la foto del quadro alla nonna. «Chi è questa?»
«Sono io, non mi riconosci?» dice Nadia.
«Tu non fumi» sta in silenzio per un attimo, poi aggiunge: «Tu sei la mia brava nipotina. Su, vai a lavare i piatti». Nadia va in cucina, dal mucchio di stoviglie sporche prende un cucchiaio e ci si specchia. Vicino al labbro nota un neo che non ricordava. Intanto la nonna recita il rosario sul divano, accanto a lei Enrico succhia una caramella.
22 dicembre 2021
Anche stamattina Nadia ha aperto il libro di Letteratura inglese e l’ha richiuso subito. È uscita alla ricerca di un nuovo piercing per il naso. Lungo la strada compra un pacchetto di Camel Blue e ne accende una. Davanti all’edicola, Nadia si ferma a leggere i cartelloni con le notizie locali. La più importante è: «A Martina Vello il premio Tassi come miglior artista emergente per l’opera Maschera. Premiazione sabato 8 gennaio alle ore 15 presso la Sala Consiliare». Nadia butta la sigaretta ancora intera e torna a casa. Si è dimenticata del piercing.
8 gennaio 2022
Nadia rimescola con la forchetta le pennette al sugo, ogni tanto ne porta una alla bocca.
«Non le mangi?» le domanda il fratello.
«Non ho fame.»
Enrico scambia i piatti e divora anche la porzione della sorella mentre segue la MotoGP in tv.
«Oggi tocca a te sparecchiare e lavare i piatti, io ho cucinato» dice Nadia.
Ma Enrico non risponde. Tutto ciò che si sente sono le accelerate delle moto dopo ogni curva.
«Io adesso mi vesto ed esco.»
«Ok» dice il fratello, poi urla per la caduta di un pilota.
Nadia traccia una linea spessa di matita sulle palpebre, per le labbra sceglie un rossetto vermiglio. Si stringe nel parka verde scuro e percorre a piedi la distanza che la separa dalla Sala Consiliare. Spegne la sigaretta nel posacenere all’ingresso, entra, si siede in seconda fila. Controlla se la madre le ha lasciato qualche messaggio. Niente. Si starà divertendo con il suo nuovo fidanzato, pensa. Prova a chiamare suo padre, ma il telefono è spento. Forse in Cile è ancora notte, si dice. E aspetta che Martina arrivi, che la veda. Dopotutto Nadia si è truccata per farsi guardare da lei.
Il presentatore inizia a parlare al microfono. Nadia contatta l’amica d’infanzia Marica per chiederle di cenare fuori intorno alle otto. Marica replica poco dopo: si è già organizzata con il ragazzo, magari possono accordarsi per la settimana successiva. Nadia chiude il cellulare nel marsupio e si concentra sul discorso.
«Un’artista promettente, giovane, appena trentenne. Con grande maestria ha esplorato il tema dell’identità personale nell’opera vincitrice, Maschera. Facciamo un applauso a Martina Vello!»
Nadia inarca la schiena, si sporge alla conquista di una visuale migliore e la vede: Martina con una polo a maniche lunghe, Martina con la riga in mezzo, Martina con le scarpe bianche consumate. Il presentatore tira giù il lenzuolo che copriva il quadro, la gente applaude. Nadia sta impettita sulla sedia, dentro di sé cova un desiderio perverso: che qualcuno associ la sagoma nera a lei. Verrebbe invitata sul palco, Martina la presenterebbe come sua musa, le persone continuerebbero a battere le mani, la sera lei e Martina festeggerebbero in quella pizzeria che fa la margherita con la stracciata. Ma nessuno la riconosce. Martina si accomoda su uno sgabello e inizia a raccontare la tela. A Nadia bastano poche frasi sparse per impallidire: «cambia maschera a seconda di chi ha davanti, vuole compiacere gli altri, non si mostra veramente per ciò che è, ha perso sé stessa».
Martina parla tenendo gli occhi fissi sul pubblico, a volte si rivolge a una donna, a volte a un uomo, altre volte a un adolescente. In tre minuti di intervento ha posato gli occhi più o meno su tutti. Tranne su Nadia.
Nadia si affloscia come una busta vuota. Attende la fine della premiazione per pararsi dinanzi a Martina e dirle: «Guardami. Non sono una maschera». E glielo dice, ma Martina guarda altrove: il muro bianco, il buffet sotto la finestra, il pavimento di marmo, i sorrisi dei passanti. Non risponde.
«Guardami» ripete Nadia.
Martina abbassa gli occhi.
«Guardami.»
Martina sbuffa.
«Guardami.»
Martina se ne va.
10 febbraio 2022
La madre è in vacanza a Sharm el-Sheikh, il fratello in gita scolastica a Firenze, il padre in Cile. Marica è in piena sessione d’esame. Nadia trascorre il tempo fumando Camel Blue, sbrigando le faccende di casa e facendo visita alla nonna. Il libro di Letteratura inglese è diventato il suo posacenere.
15 marzo 2022
Nadia scrive un messaggio a Martina: «Perché la sera della premiazione non mi hai guardata? So che ho fatto la stronza con te, mi dispiace. Scusami».
La risposta di Martina: «Il tuo ultimo trofeo ti ha scaricata? O l’hai scaricato tu? È per questo che scrivi a me?».
Nadia guarda il preservativo usato nel cestino della camera. Prova a ricordare come si chiamasse quel tizio, ma non le viene in mente niente.
19 giugno 2022
Nadia si è arrabbiata con Marica perché ha organizzato una festa a casa e non l’ha invitata. Marica ha risposto che erano tutti suoi compagni di università, si sarebbe sentita fuori luogo visto che lei ormai ha smesso di studiare e non lavora. Nadia interrompe la telefonata e compone il numero di sua madre. Irraggiungibile. Enrico è in Grecia con gli amici nel viaggio post maturità, il padre sta facendo immersioni a Cuba. È l’una di notte, sua nonna starà dormendo da un pezzo. Nadia prende le chiavi della macchina ed esce. Ha ancora impresso nella memoria l’indirizzo di Martina da quella volta che è andata a cena a casa sua e hanno mangiato la pasta con le zucchine alle tre del mattino.
Guida con la vista annebbiata dalle lacrime, accelera, frena, gira senza mettere la freccia. A una rotonda un automobilista le suona e Nadia risponde con il dito medio. Martina abita alla fine di una strada di campagna. Nadia avverte la polvere che si solleva al passaggio, il rumore del brecciolino sotto le ruote. Non sa che le abbondanti piogge del giorno prima hanno scavato delle buche profonde. Nadia svolta per imboccare la via, finisce in un cratere pieno d’acqua e si ribalta nel fosso. Capisce che sta per morire dalle scene che le scorrono davanti: lei e Marica il primo giorno di scuola; la famiglia riunita per il suo tredicesimo compleanno; la madre che prepara una torta; il padre che la porta al mare; lei e il fratello che giocano con la PlayStation. Nadia sorride: per la prima volta è sé stessa senza camuffamenti. Via la maschera, giù il sipario: è libera.
Marta Grima

