Ritratti di scrittori: Sandro Veronesi, chi è? Scoprilo in 5 parole

 Ritratti di scrittori: Sandro Veronesi, chi è? Scoprilo in 5 parole

Ritratto illustrato di Sonia De Nardo

Sandro Veronesi è uno degli esponenti più importanti della letteratura italiana contemporanea. Dopo Volponi, Veronesi è il secondo autore ad aver vinto due premi Strega, l’ultimo con il romanzo Il Colibrì, nel 2020, il primo con Caos calmo, nel 2006. Scrittore e giornalista apprezzato, oggi Veronesi vanta una ricca produzione letteraria; ogni giorno, sulla sua pagina Twitter – la cui intro è “avanzare piano invece di star fermi forte” – ricorda un autore diverso, insieme a citazioni e immagini, per il piacere dei seguaci, che, in questo modo, possono arricchire, quotidianamente, le proprie conoscenze culturali. Laureatosi a Firenze in architettura con una tesi su Victor Hugo, esordisce come scrittore con il romanzo Per dove parte questo treno allegro nel 1988, che parla di uno strano rapporto padre-figlio. Sono vari i temi trattati all’interno delle sue opere e il lettore è guidato alla scoperta degli eventi attraverso tecniche di narrazione innovative e figure di stile ricercate e di forte evocazione.

Sandro Veronesi: chi è lo scrittore in 5 parole

Pandemia

In una recente intervista, Veronesi dichiara: “Non so come, ma stavo descrivendo quel che ci capita oggi”. Parliamo della pandemia provocata dal virus Covid-19 che affrontiamo giornalmente, quasi “prevista” dall’autore nel 2010: si tratta del libro XY, in cui l’autore narra di un male inspiegabile che colpisce un paese di montagna. Di recente, il romanzo è da poco tornato in libreria, tuttavia, in occasione della prima uscita, questo è il commento di Adriano Sofri: “ricapitolazione universale di ferocie e sventure”. In effetti, XY descrive una sorta di strage che il mondo in cui viviamo conosce ciclicamente. Camus, nel 1947, scrive: “In verità, tutto per loro diventava presente; bisogna dirlo, la peste aveva tolto a tutti la facoltà dell’amore e anche dell’amicizia; l’amore, infatti, richiede un po’ di futuro, e per noi non c’erano più che attimi”. Quando si verificano eventi di questo tipo, ci sentiamo accomunati da un sentimento di paura e sconvolgimento; non esiste più alcuna differenza di percezione della realtà circostante. La letteratura aiuta a spiegare tali sensazioni, a far sì che restino impresse nella memoria, per affrontare quel che avviene in futuro, in maniera più consapevole.

Caos

Un bellissimo ossimoro è il titolo del già citato romanzo Caos calmo, pubblicato nel 2005 e oggetto di grande successo di pubblico e critica. Protagonista è Pietro Paladini, che, in seguito a un trauma avvenuto nella sua vita, si chiude in se stesso e decide di allontanarsi da tutto e tutti. È il vuoto a farsi spazio dentro una realtà caotica, in moto perpetuo verso l’oblio. Temi, anch’essi, fortemente contemporanei e condivisi da noi lettori, che spesso ci domandiamo quale sia la rotta nell’alienante società del terzo millennio. Il romanzo ha dato spunto all’omonimo film diretto da Antonello Grimaldi e interpretato da Nanni Moretti. Nel film, assistiamo a scene che spesso sfiorano l’assurdo, come quella del protagonista che sta seduto su una panchina intere giornate, davanti alla scuola della figlia. Veronesi, d’altra parte, così afferma: “Ormai è il mondo, stellina, a non essere normale. Polimeri, ormoni, telefonini, benzodiazepine, debiti, carrelli del supermercato, ordinazioni al ristorante, negozi di occhiali, A è innamorato di B ma B non è innamorato di A, i soldi finiscono sempre rubati, ogni morte ha un colpevole. Ecco cos’è il mondo. Non è più normale”.

Digressione

Una delle tecniche narrative di cui Veronesi è, a buon diritto, considerato maestro è la digressione. E di flashback è interamente costituito l’ultimo romanzo dell’autore, Il colibrì, da molti considerato l’acmé della sua carriera letteraria. Il protagonista, Marco Carrera, viaggia tra le linee temporali di passato, presente e futuro, sviscerando la propria esistenza e rievocando ricordi dolorosi e di forte impatto psicologico. Anche nel romanzo Terre rare, assistiamo a digressioni nel passato che mirano alla rimozione dello stesso. Durante un’intervista, è così che Veronesi spiega da cosa nasce tale predilezione: “Dalla mia passione per Victor Hugo. Mi sono laureato in architettura ma con una tesi su di lui. In ‘Notre Dame de Paris’, all’improvviso, partono digressioni su come avrebbe dovuto essere restaurata la cattedrale. Nella sua epoca d’oro, il romanzo era il luogo in cui tutti i saperi potevano trovare cittadinanza. Scrivendo un romanzo tutto si mescola al dolore, cosa che in un saggio non accade”.

Lutto

“Quando siamo colpiti dal lutto censuriamo la nostra libido, mentre è proprio quella che può salvarci. Ti piace giocare a pallone? Giocaci. Ti piace camminare in riva al mare, mangiare la maionese, dipingerti le unghie, catturare le lucertole, cantare? Fallo. Questo non risolverà nemmeno uno dei tuoi problemi ma nemmeno li aggraverà, e nel frattempo il tuo corpo si sarà sottratto alla dittatura del dolore. Devi cercare di salvare dal naufragio tutte le cose che ti piacciono”. Il tema del lutto è uno dei fil rouge delle storie narrate da Veronesi: imparare a reagire, gestire la perdita, il terrore del vuoto che ne deriva. Spesso il lettore si trova spaesato e in balìa di vecchie ferite dei personaggi, che bruciano ancora, perché, probabilmente, non sono mai guarite del tutto. Così, lo scrittore concretizza, con le parole, quelle sensazioni per le cui definizioni ci si trova impreparati, immobili, inermi.

Giornalismo

Veronesì è, altresì, un noto giornalista e saggista. Tra i suoi scritti ricordiamo Cronache italiane, Occhio per occhio. La pena di morte in quattro storie., o, ancora, Ma smettetela di chiamarci giovani scrittori, John Fante: la giovinezza come destino. Anche attraverso opere che non siano romanzi si riconosce, tangibile, lo stile unico di Veronesi, un vero e proprio primus inter pares, che si legge per analizzare, capire meglio il tempo, spesso contraddittorio, di cui facciamo parte. Le interviste all’autore, poi, ci offrono uno spaccato della sua emotività e di quel che sta dietro le scelte tematiche e narrative che rendono unica la sua produzione.

Sandro Veronesi: i libri da leggere per approcciare a questo scrittore

  • Gli sfiorati, Milano, A. Mondadori, 1990
  • Caos calmo, Milano, Bompiani, 2005
  • XY, Roma, Fandango libri, 2010
  • Baci scagliati altrove. Racconti, Roma, Fandango libri, 2011
  • Il colibrì, La Nave di Teseo, 2019

a cura di Giusi Chiofalo

 

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