Ritratti di scrittori: Margaret Mazzantini, chi è? Scoprilo in 5 parole

 Ritratti di scrittori: Margaret Mazzantini, chi è? Scoprilo in 5 parole

Ritratto illustrato di Sonia De Nardo

Quella di Margaret Mazzantini è una delle voci più significative della letteratura italiana contemporanea, capace di suscitare emozioni contrastanti, riflessioni su temi particolarmente forti, che ci lasciano folgorati, attraverso uno stile diretto, esplicito. “Non è solo il mio intelletto che scrive, lo scrittore è un radar che raccoglie emozioni, sentimenti, dettagli, anche la polvere. Ogni volta rischio tanto, perfino il ridicolo. Scateno visioni, non doso gli ingredienti come certi intellettuali pensosi sempre in crisi. E non è da tutti, giocarsi sempre per intero, ma è quello che suscita la risposta dei lettori. Non sono una scrittrice ombelicale, sono una spalancata, che non si difende. Il fardello lo porto fino in fondo”. Realismo è la parola chiave: moltissimi passi dei suoi romanzi ne sono la prova. Nata a Dublino nel 1961, la Mazzantini è una scrittrice, drammaturga e attrice cresciuta a pane e arte grazie al padre scrittore e la madre pittrice. Nel’82 si diploma all’Accademia di arte drammatica di Roma, città in cui si trasferisce insieme alla famiglia già da bambina.

Margaret Mazzantini: chi è la scrittrice in 5 parole

Teatro

“Il teatro è un mondo nel mondo, mi ha insegnato il senso dello spazio, l’analisi del testo, a vivere dentro i personaggi. Ma mi è sempre costata tanto l’esibizione, il buio della sala davanti al palcoscenico. In tournée mi concentravo su qualcuno seduto a metà sala, magari uno di quegli uomini stanchi che avevano accompagnato la moglie per gentilezza, e dopo un po’ gli si chiudevano gli occhi. La sfida era attirarlo e svegliarlo. Quello che ora cerco di fare con i romanzi”. Margaret Mazzantini percorre la strada del teatro tentando di reprimere la vocazione letteraria, poiché, vedendo il padre soffrire del proprio lavoro di scrittore, non avrebbe mai voluto iniziare la stessa vita. Ma tra teatro, cinema e letteratura i confini sono molto labili e l’autrice si trova al centro di forme d’arte in cui esprimere se stessa e le storie che ha da raccontare. La Mazzantini esordisce in teatro con l’Ifigenia in Aulide di Goethe, ma è anche autrice di un monologo teatrale scritto nel 2005 per il marito Sergio Castellitto, Zorro. Un eremita sul marciapiede.

Letteratura

Passando all’attività letteraria, partiamo da alcune parole ormai celebri, che la Mazzantini afferma davanti al microfono di un giornalista: “No, guardi, io faccio Letteratura con la L maiuscola”, mettendo in chiaro il modo di intendere la scrittura dei suoi romanzi. Di fatti, oggi i suoi libri sono tradotti in trentacinque paesi e il talento è indiscutibile. L’esordio avviene nel 1994 con Catino di Zinco, che riscuote successo per lo stile, i temi, la sinossi e la possibilità che l’autrice dà di immedesimarsi e scavare dentro se stessi. Tuttavia, il vero caso editoriale arriva nel 2004 con Non ti muovere, in cui gli eventi narrati provocano dolore, disperazione ed empatia verso i personaggi descritti. Un amore che nasce in modo distorto e paradossale, diventa viscerale, cresce, si ostina a esistere in un momento sbagliato, tenta di trovare un modo – qualsiasi modo – per affermarsi e vincere, oltre gli schemi e le regole imposte. Fino alla resa. Ci lascia così, inermi, di fronte a forze inaffrontabili. Il presente diventa passato, ricordo segreto, tenuto dentro e racchiuso, protetto, come il tesoro più prezioso: l’aver vissuto momenti felici, pieni di vita.

Esclusi

È possibile definire i protagonisti dei romanzi di Margaret Mazzantini come degli esclusi dal mondo circostante, a volte degli emarginati, emblematica la storia narrata in Nessuno si salva da solo. Le infanzie difficili dei protagonisti li accomunano e fanno nascere una storia d’amore anche grazie alla condivisione di un dolore a volte represso ma che resta come una cicatrice sulla pelle. Lo stesso vale per Italia, protagonista di Non ti muovere, reduce di un’esistenza vissuta ai margini, in povertà e stenti, ma finalmente amata: “Mi sollevo, cerco i suoi occhi. E ora una sua mano si stacca da terra, si avvicina al mio viso e lo carezza. E quando quella mano fredda, come la pietra dov’era posata, si ferma sulla mia guancia, io so che la amo. La amo, figlia mia, come non ho mai amato nessuno. La amo come un mendicante, come un lupo, come un ramo d’ortica. La amo come un taglio nel vetro. La amo perché non amo che lei, le sue ossa, il suo odore di povera”.

Premi

Moltissimi sono i premi che l’autrice ha ricevuto nel corso della sua carriera fino a oggi. La Mazzantini, in effetti, è la scrittrice italiana più premiata in assoluto: il Campiello, Lo Strega, il Rapallo-Carige, Il Premio Grinzane Cavour, il Premio Flaviano e il Cesare Pavese. Nel 2003, su iniziativa dell’allora Presidente della Repubblica, viene insignita del titolo di Cavaliere Ordine al merito Della Repubblica Italiana. Da qui in poi, è chiamata la Cavaliera. Tutto ciò a testimonianza del valore artistico-letterario dell’autrice. Anche il film Non ti muovere ha ottenuto cinque candidature, vinto due David di Donatello ed è stato presentato nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 2004.

Filmografia

Uno dei pochi casi per cui la frase “Il libro è sempre meglio del film” ha ben poca validità, è proprio quello dei film diretti e interpretati (alcuni) da Sergio Castellitto e basati sui romanzi di Margaret Mazzantini. Quella tra i due è un’accoppiata vincente e le sceneggiature dell’autrice di certo fanno sì che i dialoghi, le ambientazioni, l’interpretazione rispondano alle medesime intenzioni che si hanno con i romanzi. Per non parlare degli attori, del calibro di Castellitto stesso, Penelope Cruz, Riccardo Scamarcio; in particolare, la Cruz riesce mirabilmente a far entrare il pubblico nella dimensione interiore di personaggi che, come menzionato, sono rotti, manchevoli, colmi solo di disagi esistenziali, problemi relazionali e tormenti quotidiani. Venuto al mondo, ad esempio, è un colpo all’anima: ci troviamo a Sarajevo, allo scoppio della guerra, una città dilaniata, mentre il paesaggio rispecchia la condizione dei personaggi. Il mondo raccontato dalla Mazzantini è fatto di sentimenti fortissimi, intensi e, per questo, molto dolorosi, ma che ci fanno apprezzare il valore di godere pienamente dell’esistenza senza lasciarsi vivere o abbandonarsi all’avvicendarsi dei giorni.

Margaret Mazzantini: i libri da leggere per approcciare a questa scrittrice

  •  Il catino di zinco, Venezia, Marsilio, 1994
  • Non ti muovere, Milano, Mondadori, 2001
  • Venuto al mondo, Milano, Mondadori, 2008
  • Nessuno si salva da solo, Milano, Mondadori, 2011
  • Mare al mattino, Torino, Einaudi, 2011
  • Splendore, Milano, Mondadori, 2013

a cura di Giusi Chiofalo

Blam

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