Il potere del denaro capace di piegare qualsiasi verità: “Universality” è il romanzo di Natasha Brown, in longlist al Booker Prize 2025
Universality di Natasha Brown (Nn Editore, 2026) è un romanzo su come le dinamiche di potere siano capaci di piegare la narrazione e mettere in discussione il concetto di verità. Selezionato per la longlist del Booker Prize e la shortlist dell’Orwell Prize, è un’opera acuta e provocatoria.
Universality di Natasha Brown: la trama del libro
Nel 2021, durante il lockdown, durante un rave illegale in una fattoria inglese un ragazzo viene colpito alla testa con un lingotto d’oro da mezzo milione di dollari e l’aggressore, Jake, scompare con l’arma del delitto. È questa la vicenda ricostruita in Fool’s Gold, il lungo articolo investigativo con cui si apre Universality, firmato dalla giornalista freelance Hannah e che Brown incorpora direttamente nella struttura del romanzo. L’opera prosegue in tre sezioni, ciascuna costruita attorno al punto di vista di uno dei protagonisti coinvolti nella vicenda: dal banchiere proprietario della fattoria, Richard, alla provocatrice mediatica Lenny, madre di Jake. Attraverso queste diverse prospettive, Brown mette in discussione l’autorità di chi racconta i fatti, e si interroga su quali voci del potere siamo disposti a credere, su quanto facilmente la verità possa essere piegata a interessi personali e su come l’uso strategico del linguaggio renda possibile questa manipolazione.
Il potere del denaro
Brown mostra l’inganno dietro al mondo della scrittura e del giornalismo, un’arena di potere e ambizione che assume contorni prossimi al grottesco. Attraverso i punti di vista multipli, il lettore assiste a un teatro di egoismi, in cui ciascun protagonista difende il proprio ruolo e i propri interessi privati, mentre la vicenda scivola sullo sfondo. Nessuno partecipa con altruismo: conta solo il calcolo personale, la versione dei fatti da imporre, il piccolo potere da difendere. Chiudendo il libro, quando lo sguardo ricade sul lingotto in copertina, sorprende ritrovarsi davanti a ciò che dovrebbe essere il centro della vicenda, e che invece è andato perduto durante la lettura. Il lingotto d’oro assume così valore metaforico: rappresenta il potere del denaro che soggioga chi si lascia travolgere dall’ossessione di esercitare un potere personale a qualunque costo, anche senza dignità ed etica. Non esiste nulla di reale o universale: la storia svanisce e rimane solo la miseria morale di chi l’ha depredata.
La scrittura di Natasha Brown in Universality
Brown costruisce il romanzo su una trama intricata e lascia che siano le voci dei singoli personaggi a occupare la scena. La scrittura arretra e il lettore resta senza guida, privo dell’ironia o dello sguardo critico dell’autrice. Il mondo che emerge è arido, popolato da burattinai e burattini intenti a scalare o difendere le proprie gerarchie. Brown ci lascia soli in questo universo miserabile e senza speranza. La narrazione si irrigidisce in un congegno troppo cerebrale, il racconto si incupisce e la storia lascia il lettore tra le macerie.
A cura di Oriana Rodella

