Una grande storia d’amore di Susanna Tamaro: un amore condizionato da silenzi, ricordi e altre presenze. Recensione

 Una grande storia d’amore di Susanna Tamaro: un amore condizionato da silenzi, ricordi e altre presenze. Recensione

Dopo alcune parentesi tra la saggistica e il biografico, Susanna Tamaro ritorna in libreria con il nuovo romanzo Una grande storia d’amore, edito in casa RCS dalla nuova ma già strutturata Solferino. L’autrice, di certo, non ha bisogno di presentazioni, soprattutto dopo il successo internazionale di Va’ dove ti porta il cuore nel 1994. Oltre 16 milioni di copie vendute, decine di mesi ai vertici delle classifiche, il bestseller di Baldini&Castoldi ha sugellato l’autrice come la voce del sentimento celato e oppresso che riesce a trovare la strada del respiro e della rinascita.

Una grande storia d’amore di Susanna Tamaro: la trama del libro

Il romanzo ripercorre la vita di Edith, anima inquieta e girovaga, e Andrea, esigente capitano di famiglia aristocratica sospeso tra il mare e la terra ferma. Un incontro fortuito, quasi forzato, in un viaggio in traghetto tra Venezia e il Pireo. Paziente, amante delle regole e sicuro, lui; disordinata, anticapitalista e ribelle, lei. Partenze, riavvicinamenti, lutti, un amore intenso condizionato da eventi esterni improvvisi. Una trama che potrebbe scivolare nella gabbia del cliché, se l’abilità dell’autrice non fosse in grado di stravolgere la visione del lettore con una narrazione condotta proprio da Andrea, adesso nella solitudine di un’isola dominata dall’inesorabile trascorrere delle stagioni. In quell’abitazione vuota Andrea scorre la sua vita con Edith, tra i ricordi dei primi incontri, i sotterfugi del corteggiamento, i mesi trascorsi ad aspettare le pause di lei, le gioie inaspettate, la profondità di un abbraccio desiderato.

Assenza come “altra presenza”

Tutto è segnato da un silenzio assordante, in un ricordo che è insieme dolore e rinascita, nel segno di una bellezza che più volte, nella lettura, si guadagna lo spazio della commozione. Ma che fine ha fatto Edith? Andrea la aspetta da giovane e continua ad aspettarla anche adesso. Un’assenza, quella di Edith, che crea spessore, al punto da diventare una presenza di altro tipo. Andrea vive e assorbe la non-presenza di Edith, rivolgendosi direttamente a lei, raccontandole la loro vita, tra la cura delle api e la promessa di ritrovare Amy, la figlia che da tempo ha interrotto i contatti con i genitori.

L’armonia dello stile e l’auto-analisi

Una prosa equilibrata, dove le immagini si snodano tra i periodi andanti e armoniosi, per accompagnare il lettore nell’analisi psicologica di un amore come cammino di vita che si conferma ogni giorno tra unione e separazione. Una storia che si presenta aderente al reale, dove il lieto fine non è l’assenza di dolore ma la capacità di perdonare e ri-partire, iniziando da se stessi. Andrea ci insegna a ri-vivere e a ri-dare un senso a qualcosa che non è più afferrabile, tra la fragilità del dolore e l’esplosione di un ri-cordo, inteso come immagine da ri-portare al cuore. Una pace con il passato che diventa terapia per la bellezza del presente.

a cura di Filippo Moschitta

Blam

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