Storia della musa di Cesare Pavese raccontata nel libro “Un fuoco grande. Bianca Garufi” è il libro di Marialaura Simeone

 Storia della musa di Cesare Pavese raccontata nel libro “Un fuoco grande. Bianca Garufi” è il libro di Marialaura Simeone

Un fuoco grande. Bianca Garufi (Les Flaneurs edizioni, 2026) di Marialaura Simeone è un saggio biografico-critico che ripercorre la vita e le opere di Bianca Garufi per restituire il ritratto di una donna che è stata molto più della musa di Cesare Pavese. Il testo, proposto al premio Strega 2025 da Giuseppe Lupo, fa parte della collana Le innominate, un progetto curato da Annachiara Biancardino che vuole restituire «l’identità di soggetto e non di “funzione dell’altro”» a figure femminili troppo spesso deformate da narrazioni parziali.

Un fuoco grande. Bianca Garufi di Marialaura Simeone: di cosa parla il libro

Bianca Garufi è una donna dall’identità molteplice. Nata a Roma nel 1918, trascorre le estati della sua infanzia e giovinezza in Sicilia, assimilando il sostrato mitico di questa terra. Dopo l’esperienza della Resistenza romana, si avvicina allo studio della psicoanalisi e discute la prima tesi in Italia sul pensiero junghiano. Parallelamente, collabora con case editrici, lavora come traduttrice, scrive poesie e romanzi. Il suo vissuto e la pratica psicoanalitica confluiscono in una produzione letteraria caratterizzata da una continua indagine del rapporto madre/figlia e maschile/femminile. Ne è un esempio Fuoco grande, l’opera incompiuta scritta a quattro mani con Cesare Pavese e pubblicata nel 1959. In questo «romanzo bisessuato» l’alternanza tra un registro maschile più razionale e un registro femminile più visionario riflette il contrasto junghiano tra Animus e Anima. Nel 1962 Garufi riprende queste riflessioni in Il fossile, un testo in cui «non solo rende giustizia alla sua autorialità piena, ma compie anche il suo matricidio». Dopo anni trascorsi tra Parigi, New York e Hong Kong, nel 1974 rientra in Italia. Qui partecipa al dibattito femminista e prosegue l’attività di psicoterapeuta. Muore a Roma nel 2006.

Bianca Garufi e le donne dimenticate dalla Storia

«È a queste donne che dobbiamo guardare. Le pioniere della concezione della donna pari all’uomo. Le donne che hanno restituito dignità al proprio sesso e hanno combattuto per il rinnovamento della società».

Marialaura Simeone non si limita a delineare il ritratto di Bianca Garufi, ma ne colloca la figura all’interno di una costellazione di donne, spesso ingiustamente dimenticate, che hanno preso parte alla Resistenza, contribuito alla nascita della Repubblica e animato il panorama letterario italiano del secondo Novecento. Garufi diventa anche l’emblema di tutte quelle «mogli pazze» di scrittori celebri: figure confinate ai margini e disciplinate, mentre agli uomini era concesso ogni eccesso. Donne escluse dalla piena legittimazione intellettuale secondo il principio «Aut libri aut liberi», che per secoli ha riservato la creazione di opere d’arte quasi esclusivamente agli uomini.

La scrittura di Marialaura Simeone in Un fuoco grande. Bianca Garufi

In questo saggio ibrido e frammentario, la ricostruzione biografica e il commento critico si alternano a inserti autobiografici. Simeone intreccia la propria storia di lettrice e studiosa con quella di Garufi, costruendo un dialogo che attraversa il tempo e la scrittura. Il saggio è ricco di estratti da lettere, romanzi e poesie che consentono alle donne di parlare direttamente attraverso le loro opere e di non essere più filtrate esclusivamente dallo sguardo maschile.

A cura di Francesca Cocchi

Blam

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