Posso cambiarti la vita di Divier Nelli: un romanzo sul bullismo. Il disagio dietro lo scherno. Recensione

 Posso cambiarti la vita di Divier Nelli: un romanzo sul bullismo. Il disagio dietro lo scherno. Recensione

L’attenzione che la letteratura e il cinema dedicano a tematiche sociali come il bullismo, per fortuna di tutti, sta sempre più allargando il suo raggio. Programmi tv, libri, film spesso raccontano storie di persone vittime di vessazioni, soprattutto psicologiche, dalle quali non è facile liberarsene.

Parlarne non è mai abbastanza e un nuovo film o un nuovo libro sull’argomento, non possono che aggiungere un tassello in più alla crescita di una sensibilità sociale. Non è da meno l’ultimo romanzo di Divier Nelli, Posso cambiarti la vita, pubblicato dalla rinnovata Vallecchi Firenze.

Posso cambiarti la vita di Divier Nelli: la trama del libro

Perla Romani frequenta il secondo anno del liceo di Poggio in Chianti in Toscana. Non ha una madre – è scomparsa qualche anno prima per una grave malattia – ma ha un padre che non vede da anni e che si è sbarazzato di lei dopo la morte della moglie affidandola, volente o nolente, alla nonna materna. Ed è così che Perla, una ragazza obesa, goffa e bassa, affronta il suo disagio quotidiano tra le mura della scuola che la vedono protagonista di soprusi da parte dei suoi compagni. La sua vita scorre tra abbuffate di cibo, mutismi, poca comunicazione con la nonna, e derisioni attorno a lei in qualsiasi luogo che non sia casa sua. Ma quando questa violenza psicologica entra anche nelle mura domestiche attraverso uno smartphone e un gruppo social, le cose per Perla si fanno più complicate.

Non basta l’imbarazzo che ha dovuto subire in palestra nell’ora di educazione fisica, durante un esercizio, ma quegli attimi vengono filmati e racchiusi in un video scomodo che viene postato sui social e che nel giro di poco tempo raggiunge oltre seimila like e una serie di dileggi che la fanno sprofondare nella vergogna. Raggiunto il fondo, un giorno compare in chat un’identità digitale, un certo Matryoska che si rivela un’àncora di salvezza per Perla. La mette dinanzi a un patto: “Posso cambiarti la vita. Tu fai una cosa per me e io una per te”. Ed è così che comincia un gioco maledetto in cui Perla si trova a compiere azioni che vanno oltre la sua dignità morale, ma in cambio ottiene quello che chiede a Matryoska. Fino ad arrivare a un punto di non ritorno.

Il bullo: il disagio dietro lo schernimento

Stiamo forse per scrivere qualcosa di impopolare, ma è solo un altro punto di valutazione. Purtroppo reale. Un bullo non è sempre una personalità cattiva in modo gratuito. Spesso, dietro le angherie che riversa sulla sua vittima si nasconde una vita triste fatta di frustrazioni che sono il motore del suo comportamento. Perla ne è la prova: anche lei, a un certo punto della storia, subirà una radicale trasformazione, passerà da vittima a carnefice. E in questo cambio inaspettato di scena, Nelli è stato capace di rendere tutto molto credibile in un crescendo di azioni e sentimenti che ci fanno scoprire quanto gli umani siano davvero imperfetti e quanto l’inadeguatezza sia parte essenziale per sentirci vivi.

Il richiamo ai teen drama

Posso cambiarti la vita ricalca il trend dei teen drama tornati in voga negli ultimi anni grazie alle serie Netflix. Skam, Tredici, The End of The F***ing World, o Sex Education descrivono il nuovo mondo e modo di vivere dei ragazzi di oggi, la vita vera che si espande tra le mura scolastiche dove ogni emozione, ogni gesto, sono lo specchio reale dell’età (pre) adolescenziale. E non è più la vita di strada a far paura; il contatto fisico, spesso, si riduce a uno sguardo o a una risatina. È il mondo dentro i dispositivi a far paura. Chat private e pubbliche, profili e gruppi social diventano la piazza digitale per amplificare il bene, ma soprattutto il male. Una foto sui social non si cancella, e anche se lo si fa dalla fonte diretta, non lo si può fare con le numerose copie scaricate su altrettanti smartphone. E spesso si viene a conoscenza di atti e fatti intimi di sconosciuti che magari, un domani, per la frustrazione avranno potuto compiere un gesto inaspettato.

La dinamica maledetta del cyberbullismo viene descritta perfettamente nel romanzo di Nelli, che rende vivida l’idea del disagio, dell’umiliazione e dell’impotenza che questo fenomeno porta a vivere.

La scrittura di Divier Nelli

Posso cambiarti la vita si sviluppa su una tecnica e stile narrativi ai quali ci si abitua immediatamente. Ritmo incalzate, maiuscole e corsivi per distinguere i pensieri dal tono di voce alto di uno stesso personaggio, paragrafi brevi. Tutto contribuisce al fluire di una storia che si divora con rabbia e curiosità, delusione e incredulità.

Il fulcro della narrazione sta tutto in un episodio scatenante che, oltre a capovolgere la storia, ribalta anche lo stile narrativo: dal racconto infelice di atti di bullismo si passa a un vero e proprio giallo sociale. In questa storia, da un certo punto in poi, si fa il giro di boa per ripercorrere la strada da un altro punto di vista. C’è il mistero, c’è una vittima, un carnefice, c’è chi indaga. Ed è qui che il lettore, da semplice uditore, diventa parte della storia trasformandosi quasi in un investigatore. Elemento essenziale, a nostro avviso, per decretare la riuscita di un romanzo.

a cura di Antonella Dilorenzo

Antonella Dilorenzo

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