“L’uomo dagli occhi tristi”: Piergiorgio Pulixi torna con un thriller che mette alla prova il legame tra le ispettrici Mara ed Eva

 “L’uomo dagli occhi tristi”: Piergiorgio Pulixi torna con un thriller che mette alla prova il legame tra le ispettrici Mara ed Eva

L’uomo dagli occhi tristi di Piergiorgio Pulixi (Rizzoli, 2025) è uno dei capitoli più emotivi e complessi della serie dedicata alle ispettrici Mara Rais ed Eva Croce. Un romanzo in cui l’indagine si intreccia con la vita personale delle protagoniste fino a metterne in discussione la fiducia reciproca.

L’uomo dagli occhi tristi di Piergiorgio Pulixi: la trama del libro

Un motoscafo alla deriva su un lago dell’Alta Ogliastra. A bordo, il cadavere di un ragazzo in abiti femminili. È da qui che parte l’indagine più difficile per Mara Rais ed Eva Croce, chiamate a risolvere un caso che ha tutte le caratteristiche per trasformarsi in uno scandalo politico. Il ragazzo ucciso, infatti, si trovava sulla barca di Daniele Enna, consigliere regionale il cui nome è legato alla transizione ecologica dell’isola. E il procuratore generale è categorico: niente clamore. Ma le due ispettrici sanno bene che certe indagini non si chiudono per ordine dall’alto. Mentre scavano tra i segreti di una comunità abituata al silenzio, emerge un quadro più inquietante: non si tratta di un caso isolato, ma di una serie di suicidi sospetti tra giovanissimi. Qualcuno vuole fermarle, qualcun altro vuole dividerle. E proprio in questo momento, le loro vite personali cominciano a crollare. Mara rischia di perdere l’affidamento della figlia, Eva continua a portarsi dietro il peso di Maya. Tra loro aumenta la distanza, alimentata da dubbi e solitudini che nessuna delle due riesce più a gestire da sola.

Un thriller sulle radici del bene e del male

L’uomo dagli occhi tristi è un romanzo che esplora quanto possano essere profonde le radici del bene e del male. Pulixi intreccia l’indagine criminale con una riflessione sulla maternità in tutte le sue forme: quella biologica, quella scelta, quella negata. Le protagoniste si trovano a confrontarsi non solo con una serie di suicidi sospetti di giovani, ma anche con le proprie vulnerabilità. Il vero colpo di scena del romanzo non sta tanto nella risoluzione del caso, quanto nella messa a nudo del rapporto tra Mara ed Eva. La loro alleanza vacilla pericolosamente sotto il peso della solitudine, dei sospetti reciproci alimentati da una presenza nell’ombra, della paura di restare sole. Pulixi costruisce un crescendo di tensione emotiva che va ben oltre il thriller classico: qui il lettore trema tanto per scoprire il colpevole, quanto per capire se le due ispettrici riusciranno a non perdersi. La vicinanza narrata con la madre della vittima, la solidarietà femminile che si crea attorno al dolore, l’amicizia che ne esce rafforzata sono tutti elementi che rendono questo romanzo più vero. E alla fine emerge una certezza: Mara ed Eva non possono farcela da sole e riconoscerlo è il primo atto di coraggio.

La scrittura di Piergiorgio Pulixi in L’uomo dagli occhi tristi

La penna di Pulixi è ormai riconoscibile: una scrittura cinematografica che alterna sequenze d’azione a momenti di introspezione profonda. Le battute irresistibili di Mara, il suo sarcasmo usato come difesa, la lucidità di Eva che cerca di lasciare andare il senso di colpa: tutto è dosato. Il maestrale che soffia «con un rancore antico» diventa metafora di una tempesta interiore che attraversa entrambe le protagoniste e la Sardegna non è solo sfondo ma presenza viva, ancestrale, complice delle vicende narrate. Un romanzo che conferma Pulixi come una delle voci più potenti del noir italiano contemporaneo: capace di raccontare il crimine senza mai dimenticare che dietro ogni delitto ci sono persone, ferite, storie che meritano di essere ascoltate.

A cura di Martina Melgazzi

Blam

Articoli Correlati

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *