“Le terme dell’indirizzo” di Cristina Cassar Scalia, il nuovo imperdibile caso di Vanina Guarrasi da leggere questa estate
Cristina Cassar Scalia torna in libreria con il decimo libro dedicato alla serie di Vanina Guarrasi, Le terme dell’indirizzo (Einaudi, 2026). I polizieschi dell’autrice accompagnano le nostre estati ormai da sette anni e ci trasportano ogni volta in una Sicilia accogliente ma pericolosa, soprattutto quando ci si ritrova nei giri sbagliati.
Le terme dell’indirizzo di Cristina Cassar Scalia: la trama del libro
Il vicequestore Giovanna Guarrasi, detta Vanina, sta passando una delle sue estati più felici dopo essersi riavvicinata al pubblico ministero, nonché partner, Paolo Malfitano. Purtroppo, Vanina attira a sé i casi più insoliti che si possano incontrare a Catania: un uomo è stato trovato nelle rovine delle terme dell’indirizzo a seguito di un incendio. Le fiamme, però, non sono state la causa della morte. All’uomo è stato sparato un colpo di pistola alla testa, e incredibilmente il viso è l’unica parte del corpo a non essere carbonizzata. Con l’aiuto del commissario in pensione, Biagio Patanè, e la sua squadra, Vanina scopre che la vittima era un senzatetto di cui nessuno sembra saper nulla. L’unico indizio che le viene dato è che l’uomo, rifiutando in molte occasioni di dire il suo vero nome, si facesse chiamare «’u dutturi», il dottore. Vanina scopre anche una precedente aggressione e incendio doloso che il clochard era riuscito a fermare prima che degenerasse. Le sue prime indagini puntano tutte al coinvolgimento di un importante gruppo mafioso, ma la squadra Guarrasi riesce a risalire ai fatti accaduti grazie a un caso di molti anni prima. Vanina, intanto, è alle prese con la rinata relazione con Paolo e con le sofferenze dei suoi amici più stretti, angosciati da problemi irrisolvibili.
Personaggi autentici e indagini minuziose nella Sicilia attuale
Vanina ha un passato complesso e traumatico, che ha contribuito alla sua scelta di entrare in polizia, ma ha, nonostante tutto, un carattere affabile, una grande passione per il cibo, ed è ben voluta dai suoi collaboratori che la considerano un’amica. Nel libro sono presenti molti riferimenti alle storie precedenti, ma sempre con una piccola introduzione per coinvolgere un lettore che si avvicina per la prima volta al mondo di Vanina, o per rinfrescare la memoria a chi ci torna dopo tempo. A questo punto della serie i personaggi sono ormai ben centrati e sfaccettati. Il lavoro come modo di scappare dall’ozio e dalla noia dell’estate siciliana, o talvolta dalla solitudine e dall’ansia di un’esistenza intricata, è un comportamento che accomuna diversi personaggi. Le indagini sono seguite passo per passo tra colazioni a base di paste e biscotti di mandorla o pranzi con pasta alla norma e polpette di cavallo. La storia mantiene il realismo della vita in Sicilia e del pensiero investigativo, delle precauzioni da prendere e le informazioni da confermare prima di dedurre un epilogo, fino a giungere alla conclusione sorprendente di questo romanzo.
La scrittura di Cristina Cassar Scalia in Le terme dell’indirizzo
In linea con gli altri suoi libri, Cassar Scalia scrive con un linguaggio colloquiale e accessibile a ogni tipo di lettore. Usa spesso il dialetto siciliano, in particolare nei dialoghi, e ciononostante le incursioni dialettali sono sempre comprensibili. Lo stesso può dirsi, di un certo linguaggio poliziesco che contribuisce alla tridimensionalità e alla credibilità dell’impianto narrativo.
A cura di Matilde Iraci

