Quante sono le lingue del mondo? Esce “Il giro del mondo in 80 lingue”, il saggio di Veronica Repetti per scoprire i misteri del linguaggio
Il giro del mondo in 80 lingue (Ponte alle Grazie, 2025) è un viaggio curioso e appassionante attraverso le molteplici forme del linguaggio. Veronica Repetti, linguista, dottoranda e divulgatrice nota per il progetto Linguisticattiva, propone un saggio brillante e accessibile anche ai non addetti ai lavori, in cui analizza come ogni lingua offra una propria prospettiva sul mondo, e invita a riflettere su cosa significhi davvero comunicare.
Il giro del mondo in 80 lingue: di cosa parla il libro
Il giro del mondo in 80 lingue accompagna il lettore alla scoperta della straordinaria varietà dei sistemi linguistici nel mondo. Ogni lingua, secondo Repetti, ha soluzioni uniche per affrontare le necessità della comunicazione, capaci di modellare pensieri, relazioni e visioni del mondo. I concetti fondamentali della linguistica si alternano agli incontri, i viaggi e le curiosità raccolte sul campo, in un percorso che invita il lettore a «scendere a terra»: le lingue non si apprendono sui libri, così come i luoghi non si conoscono dai finestrini degli aerei. Bisogna camminare, ascoltare, assaggiare, entrare in contatto con l’altro. Questo volume è un tributo alla ricchezza della diversità linguistica e alla sua capacità di essere strumento atto a creare ponti tra le persone.
Il linguaggio come chiave per comprendere l’esperienza umana
Questo saggio esplora il linguaggio come chiave d’accesso all’esperienza umana: non è la lingua a renderci diversi, ma le storie che viviamo ogni giorno. Repetti guida il lettore attraverso esempi concreti per dimostrare come ogni sistema linguistico costruisce una propria visione del reale, mettendo in relazione concetti, contrasti e possibilità espressive. Tra le molte riflessioni, colpisce quella sull’idea di possesso: non tutte le lingue fanno ricorso al verbo «avere». In russo, per esempio, si dice u menja est’ kniga, ossia: «presso di me c’è un libro», mentre in mongolo na-dur morin bui significa: «vicino a me c’è un cavallo». In questi due sistemi linguistici, quindi, basta la prossimità per esprimere l’appartenenza. Essere per avere. L’autrice dimostra così che le lingue offrono un pattern attraverso cui comprendere il mondo, in grado di guidare il nostro sguardo e il nostro pensiero interpretativo. La diversità linguistica non divide le persone, ma moltiplica le prospettive. Questa ricchezza non è solo oggetto di studio ma è eredità viva, al punto che Repetti dedica questo volume ai nonni, che le hanno trasmesso il valore delle parole e, soprattutto, quello delle relazioni.
La scrittura di Veronica Repetti in Il giro del mondo in 80 lingue
Repetti si avvale di due registri narrativi distinti eppure complementari. La prima parte, più accademica, è dedicata alla linguistica come scienza del linguaggio, con l’obiettivo di rendere accessibili anche i concetti più tecnici a un pubblico non esperto. Nella seconda parte, invece, il tono si fa più colloquiale: osservazioni culturali, esperienze di viaggio e curiosità linguistiche si intrecciano conferendo ritmo e leggerezza al testo. Il risultato è una prosa equilibrata, capace non solo di alternare rigore scientifico e vivo interesse per il linguaggio, ma soprattutto di restituire alla linguistica il ruolo di strumento atto a interpretare la complessità del reale.
A cura di Oriana Rodella

