L’ultimo romanzo di Niccolò Ammaniti, “Il custode”, è già un bestseller. La storia di Nilo, Medusa e un peso familiare
Con Il custode, Ammaniti ci riporta in Sicilia, questa volta con toni tanto cupi quanto poetici. Qui l’amore è l’ossessione malsana di un adolescente tormentato. Pubblicato da Einaudi, come la gran parte dei suoi romanzi, ha già scalato le classifiche e non ci sorprenderemmo se rimanesse lì a lungo.
Il custode di Niccolò Ammaniti: la trama del libro
Nilo è un ragazzino che vive in un piccolo paese siculo poco abitato, soprattutto nei mesi invernali in cui è ambientata la storia. La famiglia Vasciaveo, composta da lui, sua madre Agata e sua zia Rosi, cela un segreto a cui è legata da secoli: la cura e la sicurezza della mitologica Medusa. I Vasciaveo del mondo moderno la custodiscono nel loro bagno di casa in cui entrano saltuariamente, solo per pulire, o su richiesta dei mafiosi che hanno bisogno di sbarazzarsi dei corpi dei curiosi. Le donne della famiglia, d’altro canto, sono diventate anche esperte marmiste, costrette perlopiù dalla necessità, per riciclare le statue prodotte dalla loro custodita. Nilo conosce solo questo destino, la responsabilità enorme che incombe su di lui e senza la possibilità di lasciare la casa incustodita anche solo per qualche ora. Comincerà a ribellarsi a queste regole solo all’arrivo delle nuove inquiline della casa messa in affitto da sua madre: Arianna è una donna adulta e stanca, incastrata nel controverso mondo di OnlyFans; sua figlia Saskia, di soli dieci anni, aiuta la madre con le dirette erotiche. Questa vita instabile attira Nilo e scatena in lui sentimenti ancora incomprensibili, capaci di cambiargli la vita.
La paura di un destino già scritto
Nilo è appena adolescente, non sa ancora cosa si prova ad amare qualcuno né a esserne attratto sessualmente. Alle prese con sentimenti incomprensibili, prende decisioni stupide e distratte. Mette da parte il suo destino poiché pensa di saper decidere per sé stesso meglio di sua madre. Quest’ultima, d’altra parte, ha appena deciso di dargli maggiori responsabilità. Nilo pensa di essere maturo abbastanza per emanciparsi, eppure il fardello del segreto familiare è troppo pesante.
La scrittura di Niccolò Ammaniti in Il custode
Il custode è un romanzo breve e dal ritmo sostenuto. Ma è anche una favola gotica, e fatta comunque di un certo realismo grottesco e un’ambientazione claustrofobica. Inoltre, Ammaniti si avvale non solo del dialetto siciliano, ma anche di tanti neologismi, ibridando elementi come smartphone, OnlyFans, con riferimenti alla pandemia.
A cura di Matilde Iraci

