“I Novanta”: ce li ricordiamo davvero quegli anni? Esce il libro di Chuck Klosterman,
Tradotto da Federica Principi e edito da 66thand2nd, I Novanta del saggista e giornalista americano Chuck Klosterman, editorialista di «Esquire», «The Guardian», «The Washington Post» e altri grandi testate, analizza i fenomeni della cultura popolare e delle tendenze storiche di quelli che secondo tanti sono stati i mitici anni Novanta. Ma sono stati davvero così mitici? O siamo tutti schiavi di un gigantesco effetto Mandela?
I Novanta di Chuck Klosterman: di cosa parla il libro
Dagli anni della caduta del Muro di Berlino del 1989 fino all’attacco al World Trade Center dell’11 settembre 2001 appaiono come un decennio di transizione cruciale, dal quale ha poi preso forma il mondo di oggi. Sono gli anni dell’esplosione di internet, ma anche quelli di una politica internazionale le cui cicatrici sono tuttora visibili sulle politiche avventurose di oggi. Ma c’è di più, ovviamente. Sul piano culturale, per esempio, la musica dà voce a un diffuso senso di inquietudine e ribellione, il cinema alterna sperimentazione e spettacolo, e la televisione consolida un immaginario collettivo ancora condiviso da milioni di spettatori. È qui che il saggio I Novanta, riassumendo al meglio l’opera omnia dell’identità millennial, propone un’analisi scontata ma interessante: può un’epoca oggi spesso idealizzata rivelarsi piena di contraddizioni e ambivalenze?
Cosa resterà di questi anni Novanta?
Gli eventi, di cui sopra, delimitano in maniera simbolica un’epoca di relativa stabilità e ottimismo occidentale. Da Titanic a Matrix, da Friends a Seinfeld, passando per Pulp Fiction e American Beauty, la musica grunge, hip-hop, il cinema indipendente del Sundance: tutto sembrava un laboratorio dove si potevano sperimentare culture, linguaggi e identità destinati a prendersi la scena negli anni a venire. Sembra a tutti gli effetti il corollario 2.0 di Generation X: Racconti per una cultura accelerata di Douglas Coupland, del quale sono riportate alcune interviste, all’insegna di una continuità intellettualmente stimolante.
La scrittura di Chuck Klosterman in I Novanta
Informale, ironico e allo stesso tempo anche riflessivo: lo stile di Klosterman in I Novanta – libro uscito negli Stati Uniti nel 2022 – è decisamente sui generis per essere un saggio, ma comunque coerente con la riflessione sul clima sociale dell’epoca, segnato da una grande fiducia nel progresso tecnico-scientifico ma anche da bollori sotterranei prodromi delle complessità del ventunesimo secolo. Il risultato è un saggio brillante e accessibile, forse leggermente di parte – come se Klosterman abbia in un certo senso optato per un unico punto di vista utile a confermare le sue analisi –, ma capace di dare una nuova veste a dettagli apparentemente marginali.
A cura di Milo Salso

