Lou Reed e la passione per il Tai Chi, ora svelata in un libro. Esce “Il mio Tai Chi”
Dici Lou Reed e nella mente partono subito le note di Perfect day o Walk on the Wild Side, successi musicali che da oltre cinquant’anni non smettono di essere parte del nostro quotidiano. Eppure, Lou Reed non è stato solo un punto di riferimento della musica rock americana, la sua seconda passione, di cui ne ha fatto una filosofia di vita, è stato il Tai Chi, un’arte marziale praticata per oltre trent’anni a occupare grande parte della sua vita. Adesso, Jimenez Edizioni pubblica il volume Il mio Tai Chi – L’arte dell’allineamento, un libro che racchiude scritti, riflessioni e appunti del musicista sul Tai Chi, e anche conversazioni sull’arte marziale avvenute con amici, musicisti e maestri. Un progetto letterario iniziato da Lou Reed e concluso dalla compagna Laurie Anderson. Di seguito un estratto dal libro.
Il mio Tai Chi di Lou Reed. Un estratto
“A volte, nel corso degli anni mi sono sentito chiedere: come ti mantieni in forma? Come ti prendi cura della tua schiena? Delle ginocchia? Delle varie articolazioni che iniziano a perdere elasticità quando si invecchia? La mia risposta? Le Quattro Nobili Verità: c’è la sofferenza, la causa della sofferenza, la fine della sofferenza e la via che conduce alla fine della sofferenza.
La vita è sofferenza. Invecchiamo tutti. Lo sappiamo. Vediamo i nostri genitori, i nostri amici appassire sotto gli strali dal tempo. Mia cugina Shirley, per esempio, a centodue anni, ha dovuto sopportare tutte queste cose. Diceva che era troppo. Avrebbe preferito morire. Le ho chiesto quale fosse il suo segreto, come riusciva ad affrontare quel dolore senza fine, gli ospedali, i problemi alla vista, la degenerazione maculare. Ma la sua mente era ancora così lucida che mi ha detto: “Cos’altro puoi fare?”. Questa era la sua particolare saggezza.
Le persone mi parlano dell’invecchiamento perché sanno che probabilmente dovrei essere già morto: il mio è un caso di eccessi sconsiderati. Eppure eccomi qua, a sessantotto anni.
Ho studiato Tai Chi per più di venticinque anni. I primi quindici anni circa sono stati una preparazione alle avventure con il mio insegnante, il maestro Ren GuangYi.
Avevo visto un video del maestro Ren. Così andai da lui, nello studio che aveva preso in affitto davanti al Public Theater. Chiunque lo abbia visto e sia interessato all’arte del Tai Chi desidera studiare con lui. Capita a tutti. Volevo imparare la sua tecnica di rilascio dell’energia: il fajin. Quando non sono in tournée studio sei o sette giorni alla settimana per due ore al giorno. Ho fatto dimostrazioni con il maestro Ren ovunque, dalla Carnegie Hall ai gradini della Sydney Opera House, dove abbiamo tenuto un seminario la scorsa primavera.
Quando invece parto per una tournée, il mio Tai Chi viene con me. Non vorrei sembrare pomposo, ma dalla vita voglio di più di un disco d’oro e fama. Voglio perfezionarmi come un guerriero. Voglio il potere e la grazia che non ho mai avuto la possibilità di apprendere. L’insegnante del maestro Ren, Chen Xiaowang, mi ha detto che il Tai Chi mi avrebbe protetto. Come?
Il Tai Chi ti permette di entrare in contatto con la forza invisibile dell’universo. Le migliori energie diventano disponibili e presto il tuo corpo e la tua mente diventano quella forza invisibile. Il Tai Chi ha protetto il mio corpo. Il Tai Chi trasforma la tua energia; trasforma la tua mente. Abbiamo più capacità di quanto pensiamo. La vita inesplorata e tutto il resto.
Non c’è bisogno di attrezzature per praticare. Il mio insegnante ha creato delle forme (una serie di movimenti coreografati) che possono essere eseguite in un appartamento con pochissimo spazio. Si chiamano forme compatte.
Non voglio scivolare a poco a poco in una condizione di pesantezza-senilità-letargia. Possiamo fare di meglio, anche se la nostra cultura lo rende difficile. (Altri paesi insegnano arte o meditazione a scuola. Noi abbiamo il bricolage. Siamo un paese senza ispirazione.) Il Tai Chi è anche un’arte marziale di una raffinatezza senza pari. È un sistema studiato per mantenere la salute e la prestanza fisica.
Il maestro Ren era un campione dei pesi massimi di boxe cinese [Tai Chi Chuan]. È un grande artista e un grande insegnante. Il suo Tai Chi dovrebbe essere insegnato nelle università, nelle scuole pubbliche e negli ospedali. Ti cambia la vita. Tuttavia, devi avere un maestro autentico. Per correggere l’allineamento e proteggere e rafforzare le ginocchia e la schiena. La storia del maestro Ren è degna di un film. Ma ne riparleremo.
Vorrei potervi convincere a cambiare la vostra vita e a proteggere il corpo e l’anima. So che sembra troppo bello per essere vero. Ma davvero: pratica il Tai Chi, perché no?”
Lou Reed, dalla lettera originale pubblicata dal New York Times, 26 ottobre 2010

