“La signora Meraviglia” di Saba Anglana è un romanzo sull’identità e su cosa voglia dire ottenere la cittadinanza italiana
Il debutto letterario di Saba Anglana, cantante, attrice e scrittrice di origini italiane ed etiopi, che ha deciso di collimare la sua esperienza familiare nel bellissimo volume La signora Meraviglia (Sellerio, 2024) è in lizza per il premio Strega 2025. Nata a Mogadiscio, cresciuta a Roma, il suo libro è stato proposto allo Strega da Igiaba Scego, tra le più importanti voci contemporanee sull’esperienza del colonialismo italiano in Somalia.
La signora Meraviglia di Saba Anglana: la trama del libro
Il romanzo di Anglana si sviluppa su due piani, sia nella geografia sia nel tempo: il primo piano è nel passato, nelle strade di Mogadiscio, è la storia della nonna Abebech, giovanissima ragazza etiope rapita da un ascaro somalo, soldato al servizio degli italiani durante l’invasione coloniale dell’Etiopia, e poi abbandonata in Somalia, incinta, sola, costretta a ricostruirsi una vita in una terra che non la vuole. Il secondo piano è invece nel tempo di oggi, a Roma. Qui ritroviamo l’autrice e la zia Dighei, figlia di Abebech, nel tortuoso percorso per ottenere la cittadinanza italiana, la signora Meraviglia, dopo quarant’anni trascorsi da ospite. Tra le mille carte della burocrazia, l’autrice cerca di annodare i fili di una storia familiare sfilacciata, fatta di tante origini ma pochi elementi certi. E si chiede se esista davvero la cosiddetta identità, come sia composta e cosa serva per costruirla.
Appartenere a un luogo, anche quando non ci vuole
Con la storia di Abebech e quella di Dighei, l’autrice riflette – e invita il lettore a farlo – sul significato di identità. È possibile riassumere l’esperienza di una vita in un pezzo di carta? Quante esistenze viviamo, quanti cambiamenti, inciampi, scoperte, che è impossibile racchiudere in poche righe. La risposta a questo interrogativo la suggerisce proprio la zia Dighei. È lei a dire all’avvocato che la sta aiutando con l’iter burocratico che in realtà non vorrebbe nessuna cittadinanza, né etiope, né somala, né tantomeno italiana. I sentimenti di Dighei sono espressione di ciò che è oggi il percorso istituzionale per ottenere un qualche riconoscimento burocratico; lei, che ama l’Etiopia anche se non ci è mai stata, e che non ha neanche un certificato di nascita, bruciato durante la guerra civile a Mogadiscio.
La scrittura di Saba Anglana in La signora Meraviglia
Con una scrittura intensa e onirica, Saba Anglana ci accompagna nella storia della sua famiglia e in quella di tante altre persone che oggi, in Italia, faticano a trovare il loro posto in una società che esige incasellamenti. Ma l’esperienza umana è impossibile da ordinare, perché così è la vita, anche se è difficile, e spesso non ha senso. E La signora Meraviglia, infine, e quasi con sollievo, si configura come la storia della nostra esistenza intera.
A cura di Martina Renna

