Ricostruire sé stessi a partire da una collezione di calzini: “Il cimitero dei calzini” l’esordio di Francesca Gentile in 10 parole chiave
Francesca Gentile, già autrice per Rivista Blam! con un racconto dal titolo Gestire una deviazione, esordisce con il romanzo Il cimitero dei calzini, edito dalla casa editrice Astarte, la cui collana di narrativa italiana contemporanea è ora gestita dall’editor Antonio Esposito (anche lui già ospite della nostra rivista). Il cimitero dei calzini è un romanzo che parla di colpe, e di colpe ereditate, con uno sguardo comunque di speranza a che non sia il passato a determinarci.
Il cimitero dei calzini di Francesca Gentile: la trama del libro
Emma ha un padre problematico, con cui pensava di avere chiuso per sempre, da quando è detenuto in carcere. Ma poi succede che il padre fa richiesta per ottenere i permessi premi e quindi la possibilità di andare a casa della figlia. Allora Emma si trova a dover affrontare il passato, e lo fa anche e soprattutto attraverso gli oggetti che la accompagnano in questo percorso a ritroso nel tempo, come la famosa collezione di calzini, correlativo oggettivo dell’intera vicenda e a partire dalla quale proverà a ricostruire sé stessa. A Francesca Gentile abbiamo chiesto di raccontarci il suo esordio in 10 parole-chiave.
Il cimitero dei calzini di Francesca Gentile raccontato da Francesca P. Gentile
1 – Calzini
I calzini degli amanti della protagonista sono il fulcro, il fil rouge della narrazione e rappresentano un feticcio e un segreto del passato. C’è un calzino in particolare che si arricchisce di dettagli capitolo dopo capitolo e che pare raccontare una sua personale storia.
2 – Padre
Il padre di Emma, Riccardo, è un personaggio irresponsabile, gretto, ignorante, con trascorsi burrascosi e illegali che ama sua figlia e cerca, a suo modo, di esserci nella vita della figlia senza risultati e successi.
3 – Dialetto
Il dialetto è presente nel linguaggio corrente di Riccardo e in alcune espressioni di Emma. Ha un significato profondo: sono radici, appartengono a una cultura, quella della sud – di una città della Puglia non bene identificata nella storia –, che pretende attenzione e chiede di non essere estirpata.
4 – Precarietà
Altro tema centrale della narrazione è la precarietà che Emma vive in ogni ambito della sua vita: non solo il lavoro ma anche le relazioni con gli uomini. È un argomento che rispecchia la società odierna: accettare condizioni e contratti (quando va bene) lavorativi, disparati e molteplici, al minimo salariale per l’indipendenza economica. Per non parlare delle relazioni che hanno emivita di una farfalla e convalescenza di un colpo apoplettico.
5 – Giornalismo
È il lavoro di Emma ed è presente in duplice forma: quello artistico e quello d’inchiesta e cerca di mostrare in entrambi i casi una verità crudele (anche per la precarietà di cui sopra) e cruda.
6 – Verità
Nel mondo di Emma sono due: una che vuole nascondere (e che vorrebbe non esistesse), seppellire in una scatola tra tanti calzini diversi e l’altra è una verità che vuole svelare, mostrare, portare alla luce con le sue parole e il suo sentire di giornalista.
7 – Controversie
Le controversie sono una caratteristica del personaggio di Emma: all’apparenza donna forte, sicura di sé, in realtà è una persona molto fragile e contraddittoria a partire dal suo animo femminista e libero che non si confà al risentimento feroce e accanito che prova nei confronti della compagna del padre.
8 – Psicoterapia
È l’unico, possibile aiuto e appiglio razionale che Emma capisce di avere a disposizione quando le cose si mettono male ma che è pure, e sempre, tacciabile di non risolutivo e curativo (le controversie di cui prima).
9 – Extracomunitari
Sono presenze tutte femminili (di nuovo le controversie – forse queste dell’autrice) che sfiorano il cliché: donne dell’est e sudamericane che si prostituiscono, sono amanti e “rubano” i mariti o, nel migliore dei casi, accudiscono uomini che le hanno riscattate da una vita di stenti.
10 – Sessualità
È un argomento vivo e presente (anche nel linguaggio), quasi un pensiero costante al limite della ninfomania. Il sesso per Emma è libero, ricercato, voluttuoso, praticato senza ipocrisia anche a livello lavorativo non come prostituzione ma tutto l’intorno che lo riguarda (linee telefoniche hot, strip club).
A cura di Valeria Zangaro e Francesca P. Gentile

